Martedì 20 Agosto 2019

rocchetta ligure

Il massacro che sconvolse l'Appennino ricostruito a Rocchetta

La storia dietro al delitto del 1863 a Ca' del Monte sarà ricostruita a Rocchetta grazie all'ultimo romanzo di Cristiano Zanardi

Il massacro che sconvolse l'Appennino ricostruito a Rocchetta

Cristiano Zanardi

ROCCHETTA LIGURE — Era il 27 marzo 1863 quando, sulle montagne che separano la val Curone dalla valle Staffora, si consumò uno dei più orrendi crimini mai commessi in quelle valli: una famiglia di contadini, residente in uno sperduto cascinale di cui ancora sono visibili i ruderi, venne barbaramente trucidata. Il delitto che sconvolse l’Appennino sarà al centro dell’incontro di domani, domenica 21 luglio alle 18.00, a palazzo Spinola di Rocchetta Ligure con Cristiano Zanardi, autore del romanzo “La zappa e la forca” ispirato proprio all’omicidio di Ca’ di Monte.

Dopo la tragica scoperta dei corpi, presero avvio le indagini, che furono affidate al magistrato di Tortona: gli inquirenti non ebbero vita facile nella ricerca di un colpevole, vuoi per l’arretratezza culturale di quelle zone, in cui si faticava a esprimersi in una lingua che non fosse il dialetto, vuoi per la reticenza di molti tra coloro che vennero chiamati a testimoniare.
I sospetti finirono così per concentrarsi su uno dei tanti delinquenti che, nel tentativo di sfuggire alla forca per i crimini commessi in pianura, si rifugiavano tra quei boschi vivendo in clandestinità.

Tuttavia, col passare delle settimane, molti dettagli iniziarono a emergere e portarono alla luce una diversa ricostruzione del crimine, alle cui spalle si celava un’intricata storia di soldi, promesse, minacce e soprusi. Al termine di un processo indiziario, venne così affermata la colpevolezza di un oste di Varzi, la cui condanna a morte, eseguita ad Alessandria l’anno seguente, fu una delle ultime avvenute per impiccagione nel Regno d’Italia.

La cruda vicenda venne ricostruita per primo da Giuseppe Bonavoglia in un volume del 1989. Ora Cristiano Zanardi, autore tortonese originario della val Curone, prendendo spunto dalla ricerca di Bonavoglia, rielabora liberamente la vicenda nel suo ultimo romanzo “La zappa e la forca”, ambientato in un territorio che Zanardi, appassionato di montagna e tradizioni dell’Appennino delle Quattro Province, ben conosce. Il romanzo è il terzo dello scrittore dopo l’apprezzato “Il paese silenzioso”, dedicato alla storia di Reneuzzi, paese abbandonato della val Borbera, e “Vite sommerse”, ispirato dalla leggenda del Lago del Brugneto, situato nel Parco dell’Antola.

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