Mercoledì 15 Luglio 2020

novi ligure

Addio a Giuliano Smalti, portò la tv in val Borbera

Costruì un ripetitore artigianale per il parroco di Cabella, che voleva diffondere il programma di alfabetizzazione del professor Manzi

antennista giuliano smalti

NOVI LIGURE - Aveva cominciato negli anni Sessanta, con un piccolo negozio di elettrodomestici in viale della Rimembranza a Novi Ligure. Successivamente si era specializzato, fino a diventare l’antennista per antonomasia. È morto l’altro ieri Giuliano Smalti, uno dei più noti artigiani novesi. Smalti è deceduto all’ospedale San Giacomo, dopo oltre un mese e mezzo di coma. Due operazioni non sono bastate a salvargli la vita: se n’è andato all’età di 77 anni, lasciando la moglie Gabriella Merlano e i figli.

Originario di Udine e “figlio d’arte” (il padre era maresciallo marconista nell’aeronautica), a Giuliano Smalti si deve l’arrivo del segnale Rai in alta val Borbera. Era stato lo stesso Smalti a rievocare quegli eventi, in un’intervista al novese poco più di un anno fa. Raccontava Smalti: «Erano i primi anni Sessanta e il mio negozio era frequentato da don Filippo Muzio, parroco di Cabella, che aveva un cruccio: non riuscire a far vedere in maniera accettabile il canale Rai ai suoi parrocchiani, in particolare il programma “Non è mai troppo tardi” del professor Alberto Manzi, per l’alfabetizzazione della popolazione».

Smalti iniziò a girare per i crinali della val Borbera, fino a quando scoprì che il segnale televisivo arrivava a Costa Merlassino, anche se molto debole. Lassù Smalti realizzò un ripetitore artigianale, che rimase in funzione per parecchi anni e la cui struttura regge ancora.

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08 Luglio 2020 ore 16:22
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