Giovedì 06 Ottobre 2022

Il processo

Omicidio Borghetto: la Procura chiede 13 anni e 4 mesi per Agostina Barbieri

La donna ha ucciso il marito l’11 luglio 2021

27 Giugno 2022 ore 12:50

di Monica Gasparini

Omicidio Borghetto: la Procura chiede 13 anni e 4 mesi per Agostina Barbieri

L’abitazione di Borghetto dove è stato commesso il delitto

ALESSANDRIA - Omicidio Borghetto: al termine di una requisitoria lunga oltre quaranta minuti,  il procuratore capo Enrico Cieri ha chiesto per Agostina Barbieri, accusata dell’omicidio del marito, 13 anni e 4 mesi. Riconosciute le attenuanti generiche, il comportamento processuale apprezzabile e la provocazione per accumulo.

Questa mattina in Assise ad Alessandria è stato il perito della Corte a tracciare la personalità di Agostina Barbieri, 60 anni, la donna che domenica 11 luglio 2021 ha ucciso «temendo per la propria incolumità e quella del figlio» il marito 64enne Luciano Giacobone.

La psichiatra Marta Burroni ha definito l’imputata capace di intendere e di volere, ma ha agito in un costesto di paura per la propria incolumità. 
Per il perito la donna ha agito in condizioni ddi stress e di emozioni, dunque stati emotivi e passionali non rilevanti al fine della capacità di intendere e di volere pur concordando che la donna non aveva via d’uscita agendo nella condizione di donna maltrattata.

Si torna in aula il 4 luglio, giorno in cui parlerà la difesa e si potrebbe arrivare a sentenza.

Il dramma 

Per la Barbieri, difesa dagli avvocati Silvia Nativi e Lorenzo Repetti, lo scorso febbraio era stata accolta la modifica della misura cautelare da detenzione in carcere a domiciliare presso la struttura nella zona di Voghera indicata dai legali.

L’accusa 

L’accusa, rappresentata dal procuratore capo Enrico Cieri, ha contestato all’imputata due aggravanti: l’aver commesso il fatto contro il coniuge e aver usato sostanze venefiche e comunque insidiose. Non si ipotizza la premeditazione.

Agostina Barbieri somministrò al marito una boccetta di sonnifero e poi lo strangolò con un laccio da scarpe.

Quell’atto estremo, violento, sarebbe stato l’epilogo di un rapporto scandito dalle vessazioni, peggiorato dalla primavera del 2021.

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