Giovedì 18 Luglio 2019

Muliere, l'ira e l'orgoglio: "Dalla proprietà provocazioni e balle"

Il sindaco Muliere non usa mezzi termini alla manifestazione per i lavoratori Pernigotti e Iperdì. "Stabilimento di Novi a disposizione per attività diverse dalla produzione del cioccolato? Le balle le vadano a raccontare ad altri"

Muliere, l'ira e l'orgoglio: "Dalla proprietà provocazioni e balle"
NOVI LIGURE – «Provocazioni» e «balle» da respingere al mittente. Il primo cittadino Rocchino Muliere non usa mezzi termini quando ieri pomeriggio, in piazza Dellepiane, sale sul palco allestito per la manifestazione dei lavoratori di Pernigotti e Iperdì e si rivolge alla folla composta da oltre mille persone. Il bersaglio è la proprietà turca dell’azienda dolciaria novese, additata come la responsabile dell’annunciata chiusura della fabbrica.

«All'incontro di venerdì presso il ministero del Lavoro abbiamo sentito parole inaccettabili», ha detto il sindaco, riferendosi al fatto che i vertici della Pernigotti metterebbero lo stabilimento di Novi a disposizione di chi voglia intraprendere anche altre attività, magari diverse dalla produzione del cioccolato, ad esempio per la pelletteria. «Ma di che cosa stiamo parlando?! Le balle le vadano a raccontare ad altri».

Anche l’ipotesi che imprenditori esterni utilizzino lo stabilimento di Novi per produrre per conto della Pernigotti viene bollata da Muliere come una «grossa provocazione»: «Non si conoscono né piani né investimenti». Il sindaco inoltre si è dichiarato scettico che, nel mese di dicembre, con le festività di mezzo, «l’advisor incaricato riesca a trovare imprenditori che accettino di venire a produrre nella nostra fabbrica».

Di provocazioni, Muliere ne ha citato altre due. In tv è comparsa la pubblicità della Pernigotti, che in passato non si era mai vista. «Probabilmente sperano nel buon cuore degli italiani, per invogliarli a comprare prodotti Pernigotti pensando di compiere un atto di solidarietà nei confronti dei lavoratori. Non inganneranno i consumatori». E poi c’è la richiesta di far sgombrare la fabbrica, perché i lavoratori in assemblea permanente non lascerebbero entrare entrare eventuali imprenditori interessati.

Il sindaco ha criticato l’atteggiamento della proprietà nella vertenza: «Non si sono nemmeno degnati di fare una telefonata per cercare un dialogo con le istituzioni locali. Hanno portato l’azienda in queste condizioni, dimostrando totale incapacità nel gestirla. E ora vogliono cancellare 160 anni di storia. Il futuro dei lavoratori della Pernigotti è legato al futuro di quel marchio storico». «Non siete soli! Questa grande dimostrazione di affetto lo dimostra più di mille parole – ha concluso un commosso Muliere – Oggi qui c’è l’orgoglio di una comunità».

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