Venerdì 23 Agosto 2019

Pernigotti, Muliere: "Male la vendita del settore gelateria e il trasferimento ad Arona"

Per Muliere il tentativo di spezzatino portato avanti dalla proprietà di Pernigotti sul comparto dei preparati per gelateria e il trasferimento di parte delle produzioni alla Laica di Arona gettano un'ombra sul futuro dell'azienda: "Speriamo sia solo temporaneo"

Pernigotti, Muliere: "Male la vendita del settore gelateria e il trasferimento ad Arona"
ROMA – «La cessione separata del settore dei preparati per gelateria getta un’ombra sulle prospettive dell’azienda». Il sindaco di Novi Ligure Rocchino Muliere è reduce dal vertice al ministero del Lavoro e non nasconde l’amarezza per il tentativo di “spezzatino” portato avanti dalla proprietà turca: «L’advisor nominato dall’azienda aveva il compito di vendere il comparto dei preparati per gelateria a marchio Pernigotti, un’operazione da noi sempre osteggiata», dice.

Ma c’è di più: «Nelle prossime settimane dovrebbe partire l’esternalizzazione di una parte di produzioni presso la Laica di Arona, decisione che speriamo possa essere solo temporanea». Il nome dell’azienda dolciaria novarese è circolato fin dai primi giorni della crisi Pernigotti. Appena un mese fa, i titolari avevano smentito un interessamento per Pernigotti, motivandolo però in maniera puntuale («Per ora sul mercato c’è solo il settore delle creme per gelaterie, che non fa parte del nostro business») e confermando quindi indirettamente il tentativo di spezzatino dei Toksoz.

Muliere però non ha potuto esprimere i propri dubbi al tavolo delle trattative perché il vicecapo di gabinetto del vicepremier Di Maio, l’ex deputato grillino Giorgio Sorial, non gli ha dato la parola: «È un comportamento irrispettoso nei confronti di un sindaco che rappresentava tutta la comunità. In ogni caso spero che il ministro dello Sviluppo Economico possa svolgere nella maniera che gli compete e con esito positivo una trattativa delicata come questa».

All’inizio dell’incontro l’advisor ha anche presentato una relazione riguardo il lavoro svolto in queste ultime settimane. Sono circa 30 le aziende che hanno manifestato interesse a verificare la situazione della Pernigotti, delle quali tre hanno già effettuato un sopralluogo presso lo stabilimento, altre lo faranno entro il 15 febbraio. Tra gli obiettivi delle aziende che hanno già effettuato il sopralluogo c’è quello di cercare di riassumere tra i 30 e i 50 dipendenti, «ipotesi che ha lasciato insoddisfatti anche i sindacati», ha detto Muliere. Il lavoro dell’advisor continuerà nelle prossime settimane.

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