Lunedì 23 Settembre 2019

La Spezia Film Festival: lo sguardo del cinema sull'Europa e sul mondo

Il festival vuole dedicare uno spazio alla creatività dei giovani al fine di stimolare, attraverso la realizzazione di uno o più cortometraggi, un confronto diretto tra studenti appartenenti a diverse scuole del territorio, dando loro la possibilità di esprimersi con il potente linguaggio delle immagini nell’ambito di una manifestazione dedicata al cinema

La Spezia Film Festival: lo sguardo del cinema sull'Europa e sul mondo
CINEMA - Dall’8 al 10 marzo si è svolta la IV edizione del Festival Internazionale di Cortometraggi La Spezia Short Movie, rassegna nata nel 2015 da un’idea del regista Daniele Ceccarini - presidente del Premio - e della produttrice cinematografica e giornalista Paola Settimini, con l’obiettivo di creare un evento che valorizzasse il territorio unendo l’aspetto di ricerca artistica e quello dell’attenzione verso i gusti del pubblico.

La giornata di apertura è stata come di consueto dedicata alla cinematografia straniera, con ospite d’onore il regista svizzero Pierre Maillard, che ha introdotto la proiezione del suo film Campo Europa, girato tra il Villaggio Europa di Corniglia, Riomaggiore e La Spezia.

Una novità importante della quarta edizione è stata l’introduzione di una sezione specifica - non competitiva - dedicata ai film realizzati dai ragazzi delle scuole superiori della provincia. Gli studenti dell'Istituto di Istruzione Secondaria Superiore Einaudi Chiodo hanno disegnato il logo del festival. Nella terza giornata si è svolta la rassegna dei cortometraggi con la proiezione dei dieci finalisti e la premiazione degli autori alla Mediateca Regionale Ligure Sergio Fregoso.

Il Premio per il Miglior Corto e il Premio Diari di Cineclub è stato assegnato al film Fauves diretto da Jeremy Comte, mentre il Premio per la Miglior Regia è andato a Ainhoa di Ivan Sainz Pardo.

Nelle sue prime due edizioni il Festival ha registrato la partecipazione di oltre mille opere da tutto il mondo ed è stato molto partecipato dal pubblico che ha letteralmente riempito la sala del Cinema Il Nuovo e della Mediateca Regionale per assistere alle proiezioni e alla premiazione.    

Abbiamo rivolto qualche domanda sull’edizione 2019 a Paola Settimini, direttrice artistica del Festival insieme allo sceneggiatore Paolo Logli.

Si è appena conclusa la quarta edizione del La Spezia Film Festival: quali sono state le novità e le iniziative che più hanno caratterizzato la manifestazione quest'anno?
La novità di questa quarta edizione è stata l’introduzione di una sezione specifica - non competitiva - dedicata ai film realizzati dai ragazzi delle scuole superiori della provincia. Ideatore e responsabile della sezione è Lorenzo Moretti, insegnante di religione cattolica e critico cinematografico, che dopo il successo delle tre edizioni precedenti ha voluto dedicare uno spazio del festival alla creatività dei giovani al fine di stimolare, attraverso la realizzazione di uno o più cortometraggi, un confronto diretto tra studenti appartenenti a diverse scuole del nostro territorio (licei, istituti tecnici e professionali) dando loro la possibilità di esprimersi con il potente linguaggio delle immagini nell’ambito di una manifestazione dedicata al cinema, e offrendo al tempo stesso ai ragazzi la speciale opportunità di proiettare i loro lavori insieme ai propri coetanei. 

Ripercorriamo la storia del Festival: come nasce, con quali obiettivi e motivazioni? 
Il La Spezia Film Festival è nato nel 2015 con l’obiettivo di creare un festival che unisse l’aspetto di ricerca a quello dell’attenzione verso i gusti del pubblico, un evento che valorizzasse il territorio dando un ruolo attivo all’artista e allo spettatore e creando una sinergia tra cinema, arte e territorio. 

Quest'ultima edizione ha visto la partecipazione di due ospiti prestigiosi: il regista svizzero Pierre Maillard e Maurizio Nichetti, con la proiezione, in occasione dei quarant'anni dall'uscita in sala, del suo film Ratatàplan, ormai una pellicola “di culto” per i fan di una fra le personalità più versatili del nostro cinema. Com'è andato l'incontro di questi due artisti così diversi fra loro con il pubblico del vostro festival?
Gli incontri con i due registi ospiti sono andati molto bene: Pierre Maillard ha introdotto la proiezione del suo film Campo Europa, girato tra La Spezia e le Cinque Terre e presentato nel 1984 al Festival di Locarno. É stata una bella occasione per riscoprire una pellicola poetica, un film ragionamento sui destini e gli incontri mancati, e rivedere scorci di una città molto cambiata in questi trentacinque anni. Maurizio Nichetti, amatissimo da un pubblico di tutte le età, ha presentato Ratatàplan, un film definito “uno straordinario slapstick muto ambientato in mondi emarginati milanesi”, che girato in assoluta economia di mezzi per l’epoca ebbe un grandissimo successo di pubblico e di critica. Un esempio di come si possa fare cinema di grande qualità quando si hanno buone idee.

Com'è andato, quest'anno, il lavoro di selezione e valutazione dei molti cortometraggi in concorso?
La selezione dei cortometraggi si fa ogni anno più impegnativa per l'alta qualità delle centinaia di cortometraggi che arrivano da tutto il mondo. È davvero difficile scegliere i dieci finalisti!

Gli ultimi anni hanno visto la nascita in tutta Italia di numerosi festival, rassegne e iniziative dedicate al cinema: che cosa pensate di questo rinnovato fermento intorno alla settima arte? La formula del festival è, a vostro parere, la strada giusta per ricominciare a vedere il cinema (e a parlarne) come fenomeno collettivo, rito sociale di una comunità?
A mio avviso questo fermento e la nascita di numerose iniziative intorno al cinema sono decisamente positivi, sono tutte occasioni per offrire al pubblico prodotti audiovisivi che diversamente non troverebbero diffusione, favorendo e stimolando l'educazione all'immagine, l'incontro e il confronto tra pubblico e autori ed anche tra operatori del settore. Io stessa, partecipando a molti festival, ho avuto modo di intrecciare varie relazioni professionali ed anche delle belle amicizie!

Quali sono gli auspici per il futuro del vostro festival, a partire dall'edizione 2020?
Siamo già al lavoro per l'edizione 2020, sperando di replicare il successo delle precedenti edizioni e con l'obiettivo di crescere ogni anno un po' di più!

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