Cinque scalini, e andare a scuola diventa un incubo
Da quasi un mese alcuni alunni che frequentano gli istituti di viale Saffi, a Novi Ligure, possono entrare in classe solo se sollevati di peso dai bidelli o dai genitori: il montascale che dovrebbe garantire laccesso agli studenti in carrozzina è guasto e la Provincia non lo vuole riparare. L'assessore Broda: "Lo faremo noi, situazione assurda".
Da quasi un mese alcuni alunni che frequentano gli istituti di viale Saffi, a Novi Ligure, possono entrare in classe solo se sollevati di peso dai bidelli o dai genitori: il montascale che dovrebbe garantire l?accesso agli studenti in carrozzina è guasto e la Provincia non lo vuole riparare. L'assessore Broda: "Lo faremo noi, situazione assurda".
NOVI LIGURE – Da quasi un mese alcuni alunni che frequentano le scuole di viale Saffi, a Novi Ligure, possono entrare in classe solo se sollevati di peso dai bidelli o dai genitori: da quattro settimane infatti il montascale che dovrebbe garantire l’accesso agli studenti in carrozzina è guasto e i ragazzi possono entrare nell’edificio solo se qualcuno li aiuta a superare quei cinque gradini che separano la scuola dal piano stradale.
Cinque gradini, nemmeno un metro. Una breve distanza, che però diventa incolmabile per i disabili costretti a muoversi sulla sedia a rotelle. All’inizio sembrava un guasto qualunque, come purtroppo può capitare a ogni strumento meccanico. Poi i giorni passano e così Ciro Perrotta, genitore di un ragazzo che frequenta la classe prima dell’istituto Boccardo, decide di rivolgersi al disability manager del Comune di Novi, Bruno Ferretti.
“Da quasi un mese viviamo una situazione di profondo disagio – spiega Perrotta – Mio figlio è sulla carrozzina e per entrare a scuola deve essere sollevato di peso da me o dai bidelli. Oltre che umiliante è anche pericoloso: parliamo di un ragazzo di 15 anni, non di un bimbo che può essere trasportato in braccio”.
Il problema, però, non riguarda solo il Boccardo: nel plesso di viale Saffi hanno sede anche le scuole medie Doria e alcune sezioni del liceo Amaldi, e il figlio di Ciro Perrotta non è l’unico ragazzo che ha bisogno di usare il montascale.
Il dirigente scolastico dell’istituto Ciampini-Boccardo, Mario Scarsi, chiarisce che da tempo ha chiesto alla Provincia di intervenire: “Ma ho ricevuto una risposta paradossale: che il montascale sarebbe stato ‘manomesso’. E che dunque non sarebbe stato effettuato alcun intervento di riparazione. Per il quale, comunque, non ci sarebbero stati i fondi necessari”.
“In un modo o nell’altro il montascale sarà riparato e rientrerà in funzione nel giro di pochi giorni – garantisce l’assessore comunale Felicia Broda – Se la Provincia non vuole aggiustarlo, vorrà dire che lo farà il Comune addebitando poi a Palazzo Ghilini le relative spese. Montascale manomesso? E da chi? E per quali ragioni? Sembra assurdo. Si fa un gran parlare dei diritti dei disabili, e poi ci si blocca per cinque gradini“.
Il servizio completo sul Novese in edicola a partire da domani, giovedì 12 novembre.