Lunedì 21 Settembre 2020

Alimentazione

Decreto ‘salva salumi’ per sostenere il vero Made in Italy

Svolta storica in linea con l’82% dei consumatori che privilegia il tricolore. Coldiretti: “Ora velocizzare l’etichettatura d’origine per i trasformati della frutta”

Decreto ‘salva salumi’ per sostenere il vero Made in Italy

PROVINCIA - Storico via libera all’etichetta con l’indicazione di provenienza su salami, mortadella, prosciutti e culatello per sostenere il vero Made in Italy e smascherare l’inganno della carne tedesca o olandese spacciata per italiana.

L’82% dei consumatori privilegia nel carrello i prodotti tricolore per sostenere l’occupazione e l’economia nazionale in un momento particolarmente difficile per il Paese. È quanto emerge da una indagine Coldiretti/Ixe’ divulgata in occasione dell’Assemblea della principale organizzazione europea degli agricoltori che è stata anche la sede della firma del decreto interministeriale per il via libera all’etichetta con l’indicazione di origine per i salumi Made in Italy. L’estensione dell’obbligo di etichette con l’indicazione del Paese d’origine degli alimenti è una vittoria per 1,1 milioni di cittadini europei che hanno firmato l’iniziativa dei cittadini europei (Ice) “Eat original! Unmask your food” promossa dalla Coldiretti, da Campagna Amica ed altre organizzazioni europee, da Solidarnosc a Fnsea.

“In un momento difficile per l’economia dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti per combattere la concorrenza sleale al Made in Italy – affermano Mauro Bianco e Roberto Rampazzo, presidente e direttore di Coldiretti Alessandria -. L’Italia ha la responsabilità di svolgere un ruolo di apripista in Europa, anche sfruttando le opportunità offerte dalla storica apertura dell’Ue all’obbligo dell’origine con l’indicazione dello Stato membro con la nuova Strategia Farm to Fork nell’ambito del Green New Deal. Questo è sicuramente un passo aventi molto importante per la filiera suinicola alessandrina conta circa 35.000 capi per un centinaio di allevamenti in un contesto come quello del Piemonte dove la filiera suinicola conta circa 3 mila aziende, un fatturato di quasi 400 milioni di euro e 1 milione e 200 mila capi destinati, soprattutto, ai circuiti tutelati delle principali Dop italiane per la preparazione della miglior salumeria nazionale. Ora però l’obiettivo di Coldiretti è quello di estendere l’etichetta anche ai prodotti ortofrutticoli trasformati, dai succhi di frutta alle marmellate per dare ulteriore valore al territorio fino ad arrivare anche a legumi in scatola e, nei ristoranti, ad indicare la provenienza della carne e del pesce serviti a tavola”.

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