Domenica 29 Novembre 2020

novi ligure

Troppo smog, in città scattano le limitazioni al traffico

Marnati (Regione): "Misura assurda, senza auto private la gente si riverserà sui mezzi pubblici facendo aumentare i contagi"

Lo smog non molla la presa: è record. Altre limitazioni

NOVI LIGURE — Scattano oggi a Novi Ligure e dureranno fino a giovedì 19 novembre le limitazioni anti smog. In città da ben sei giorni consecutivi il livello delle polveri sottili è sopra il livello di guardia e l’Arpa, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, ha fatto scattare il cosiddetto semaforo arancione. Dall’11 novembre, ogni giorno le centraline dell’Arpa hanno rilevato una quantità di Pm10 superiore a 50 microgrammi per metro cubo d’aria, con il picco toccato sabato 14 (97 microgrammi).

Così da stamattina sono scattate le misure antismog previste dall’accordo anti inquinamento per la pianura Padana, a cui aderisce anche la Regione Piemonte, emanate con un’ordinanza dal sindaco Gian Paolo Cabella. Le norme principali – più stringenti rispetto allo scorso inverno – prevedono il divieto di circolazione dei mezzi diesel fino a Euro 5 dalle 8.30 alle 18.30 (per i mezzi merci il divieto riguarda i veicoli fino a Euro 4). Vietato l’uso delle caldaie a biomassa (pellet o legna) se non sono in classe energetica “3 stelle” e l’accensione di ogni tipo di fuoco. All’interno di case, uffici e negozi, poi, non si dovranno superare i 19 gradi di temperatura (con una tolleranza di 2 gradi).

In alcune strade cittadine si potrà comunque circolare: si tratta di via Ovada, via Rattazzi, corso Piave, strada per Gavi, via Oneto, via Raggio, corso Marenco, via Verdi, via Manzoni, via Mazzini, via Pietro Isola e viale della Rimembranza (nel tratto tra piazza Pascoli e via Mazzini).

L’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati parla di «misura assurda»: «Il Piemonte rispetta la direttiva che impone il blocco, ma insieme alle altre tre regioni dell’accordo di Bacino Padano sollecitiamo da circa un mese un incontro al ministro Costa per chiedere la deroga del blocco che riguarda i diesel Euro 4 e 5».

Dice Marnati: «Una misura di questo tipo rischia di generare un sovraccarico del trasporto pubblico, che è uno degli ambiti più a rischio di generare contagio. Non potendo usare la macchina per andare a lavorare, i cittadini si riverseranno sui mezzi pubblici».

Con il lockdown il traffico si è ridotto, ma il valore del Pm10 cresce anziché diminuire: «È la dimostrazione che il traffico incide veramente poco», afferma Marnati. Ma per la deroga serve l’ok dal ministero.

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