Mercoledì 06 Luglio 2022

appennino

Peste suina, appello di attività e comitati: «Riaprite al trekking»

Associazioni e ristoratori scrivono ai sindaci di val Borbera e val Curone: «Sull'escursionismo misure drastiche e poco utili»

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Comitati, associazioni e attività economiche hanno scritto ai Comuni di val Borbera e val Curone per chiedere un ridimensionamento delle misure drastiche introdotte contro la peste suina africana. Comitato per il territorio delle Quattro Province, BorberAmbiente, il Cammino dei Ribelli, l’associazione Albergatori e Ristoratori val Borbera e valle Spinti e Federalberghi Alessandria hanno inviato una lettera aperta a 27 sindaci della zona di Novi Ligure e di Tortona chiedendo norme meno intransigenti, in particolare per trekking, escursionismo e mountain bike.

«Si avvicina la stagione durante la quale si ha la maggior frequentazione dei nostri sentieri e appare sempre più evidente la gravità di una simile restrizione, nella misura in cui comprende l'escursionismo, il trekking, le attività outdoor in generale: da una parte, essa ha scarsa rilevanza agli effetti di contenimento della peste suina africana, dall’altra, al contrario, gli effetti che ne derivano sono estremamente pesanti in termini di ricadute negative sull’economia locale», scrivono.

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«Ricordiamoci che la nostra valle, la val Borbera, si sta avviando a diventare un vero e proprio punto di riferimento per gli appassionati di escursionismo e trekking a vari livelli, grazie a iniziative che hanno visto l’impegno di tante persone: dal “Cammino dei ribelli” (percorso da oltre 300/400 camminatori nelle ultime due stagioni estive), alla rassegna “Una valle in cammino” (svolta la scorsa estate con grande successo, è ora in preparazione la seconda edizione), alla fitta rete sentieristica curata dal Cai, alla “Via del mare” che dallo spartiacque tra Curone e Staffora prosegue lungo i crinali valborberini, alle iniziative promosse da realtà quali BorberAmbiente e l’Ente Aree Protette dell’Appennino Piemontese, alle escursioni sui Sentieri della Libertà, a molte altre iniziative locali che offrono a tante persone l’opportunità di vivere a contatto con la natura, esigenza oggi ancor più sentita dopo il drammatico periodo della pandemia».

«Il mondo collegato all’escursionismo è disposto ad adottare tutte le misure che possano scongiurare l’eventuale possibilità di farsi vettori del virus, ma non possiamo accettare una proibizione così drastica. Chiediamo ai sindaci di farsi latori delle nostre istanze e del grave disagio che abitanti, frequentatori e operatori turistici, culturali, economici stanno subendo, disagio che presto si potrebbe tradurre in serio danno economico che andrebbe ad aggiungersi agli effetti dei lockdown».

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