Mercoledì 06 Luglio 2022

carrega ligure

Frana a Carrega, Coldiretti: «Manca una politica del territorio»

Per gli agricoltori è l'effetto dell'incuria e dei profondi cambiamenti climatici. Uncem chiede alle istituzioni «tempi rapidissimi» per riaprire la strada

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CARREGA LIGURE — L’Uncem chiede «tempi rapidissimi» per risolvere l’isolamento di Carrega Ligure, che da questa notte è raggiungibile solo dalla Liguria a causa di una vasta frana caduta sulla strada provinciale 147. «Siamo certi – scrivono dall’unione che rappresenta gli enti montani – che tutte le istituzioni, a partire da Provincia e Regione, ma anche il ministero delle Infrastrutture, agiranno in tempi rapidissimi per mettere in sicurezza la strada e dare a Carrega una efficace viabilità».

Il problema è serio: se prima per raggiungere il negozio più vicino ci volevano una ventina di minuti di auto (per andare da Carrega a Cabella), ora per rientrare in provincia di Alessandria serviranno quasi due ore, arrivando in Liguria attraverso il passo di Casa del Romano, poi scendendo a Torriglia, da lì a Busalla e infine ad Arquata Scrivia.

Frana sulla provinciale 147, isolate Carrega e le sue frazioni

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«La terra frana a causa della mancanza di un’adeguata politica di prevenzione e di governo del territorio – scrive il presidente di Coldiretti Alessandria, Mauro Bianco – Fenomeni meteorologici sempre più intensi, con danni ingenti rendono ormai improcrastinabile e vitale una programmazione urgente e complessiva delle politiche territoriali. I drammatici effetti dell’incuria e dei profondi cambiamenti climatici che si sono manifestati sul territorio, caratterizzati dal succedersi di eventi estremi non sempre prevedibili, hanno reso non più rinviabile una più puntuale ed effettiva manutenzione del territorio».

A questa situazione non è certamente estraneo il fatto che il territorio è stato reso più fragile dalla cementificazione e dall’abbandono che negli ultimi 25 anni ha fatto sparire oltre un quarto della terra coltivata (–28 per cento). «Una situazione difficile. Da anni assistiamo a un progressivo processo di trasformazione del nostro territorio che continua a causare la perdita di una risorsa fondamentale: il suolo. I dannosi effetti sono evidenti. L’agricoltura è fondamentale per contrastare l’abbandono, il danno paesaggistico, il dissesto idrogeologico, l’inquinamento ambientale e la crescente vulnerabilità al cambiamento climatico», ha aggiunto il direttore di Coldiretti Roberto Bianco, chiedendo «una seria pianificazione territoriale e un attento studio idrogeologico che individui le zone a rischio».

Val Borbera, grande frana sulla Sp 147: le immagini

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