Domenica 22 Maggio 2022

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San Giacomo, arriva dagli Usa la cura per l'ipertrofia prostatica

All'ospedale di Novi Ligure una pratica innovativa per il trattamento della patologia molto diffusa tra i maschi adulti

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Franco Montefiore

NOVI LIGURE — Una pratica innovativa per il trattamento dell’ipertrofia prostatica: è attiva da oggi al reparto di Urologia dell’ospedale di Novi Ligure. Il nuovo trattamento, sviluppato negli Stati Uniti, ha già fornito consolidati risultati in campo internazionale e permette il trattamento in tempi rapidi con minimi effetti collaterali dell’ipertrofia prostatica, una delle più frequenti patologie che affliggono l’uomo adulto, non necessariamente anziano.

Si tratta dell’ultima novità in fatto di intervento endoscopico mininvasivo dell’ipertrofia prostatica. Prevede di eliminare l’eccesso di tessuto prostatico impiegando solo energia termica e vapore acqueo e superando così le tradizionali pratiche chirurgiche endoscopiche. È una soluzione particolarmente indicata quando le terapie farmacologiche non sono efficaci, per i pazienti che non vogliono affrontare un intervento chirurgico che può comportare altre complicazioni oppure, ancora, per i pazienti a elevato rischio anestesiologico.

Nel reparto novese di Urologia, diretto da Franco Montefiore, il trattamento prevede un brevissimo ricovero ospedaliero di una sola notte e la dimissione con catetere vescicale che verrà successivamente rimosso in ambulatorio dopo 4-5 giorni. I risultati si consolideranno entro i 2-3 mesi successivi all’intervento.

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L’ipertrofia prostatica benigna colpisce il 5-10 per cento degli uomini dopo i 40 anni di età e oltre l’80 per cento dopo i 70 e si manifesta con l’aumento volumetrico della prostata, piccola ghiandola attraverso cui passa l’uretra, ovvero il condotto che dalla vescica porta l’urina verso l’esterno. Quando la prostata si ingrossa va a comprimere proprio l’uretra, ostacolando la fuoriuscita dell’urina. La patologia è progressiva, peggiora con il tempo e, se non adeguatamente trattata, può provocare danni permanenti alla vescica. Le prime terapie sono, in genere, farmacologiche. Quando però i farmaci non risultano efficaci, si rende necessario l’intervento chirurgico tradizionale. Il trattamento disponibile a Novi invece non prevede alcuna chirurgia.

«Il nostro ospedale è l’unico del territorio a effettuare questi interventi con un ricovero di sole 24 ore, in condizioni di massima sicurezza per il paziente», dice Montefiore. «Le caratteristiche non invasive della procedura permettono di intervenire anche su pazienti problematici, sottoposti a terapie anticoagulanti, portatori di cateteri o di dispositivi medici, condizioni che spesso precludono gli interventi – spiega il primario – Con i nuovi trattamenti si hanno miglioramenti visibili dopo un mese, la rapida ripresa delle attività quotidiane e la preservazione delle normali funzioni sessuali (erezione ed eiaculazione) e il mantenimento della corretta funzione urinaria».

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