Giovedì 07 Luglio 2022

novi ligure

Sguardi d'arte e di storia, da Novi alla val Borbera

Incontro con la restauratrice Silvia Balostro, per un viaggio tra le opere barocche del nostro territorio

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NOVI LIGURE — Ultimo appuntamento dedicato al Barocco della rassegna “Storia e bellezza tra Appennino e pianura” questa sera a Novi Ligure: alle 21.00, alla Casa del Giovane di via Gagliuffi, si terrà l’incontro con Silvia Balostro, autrice di numerosi restauri di opere d’arte sacra nei territori delle Diocesi di Genova, Alessandria e Tortona.

L’ideale percorso partirà dalla città di Novi, dall’Oratorio della Maddalena nel quale Silvia Balostro ha restaurato due tra le opere più significative lì custodite: il Crocifisso del Compianto (un tempo collocato sulla sommità del Calvario realizzato a fine Cinquecento dal fiammingo Daniel Hucquelier) e la statua lignea di Santa Maria Maddalena, opera tanto bella quanto poco conosciuta, realizzata dallo scultore barocco cremonese Giacomo Bertesi, cosa che la rende una delle rare opere di artisti di area lombarda nel novese.

Barocco, un viaggio nel tempo alla scoperta dei capolavori novesi

A Novi Ligure un incontro organizzato da FormaCivicaNovi con Chiara Vignola, tutto dedicato ai tesori d'arte del XVII e XVIII secolo

Poi toccherà a Gavi, al santuario della Madonna della Guardia, nel quale è custodita una statua del XVIII secolo, raffigurante la Vergine Maria, che il restauro di Silvia Balostro, le ricerche d’archivio di Angelo Allegro e Rosa Maria Dameri e il parere di alcuni esperti hanno permesso di attribuire allo scultore ovadese Luigi Fasce, ultimo rappresentante della scuola barocca genovese e del quale sono conservate, a Novi, diverse opere tra le quali le statue della cappella del Crocifisso nella chiesa di San Pietro, realizzata a metà del XVIII secolo per dare degna collocazione a un antico crocifisso ligneo sul quale lo stesso Luigi Fasce intervenne “adattandolo” allo stile e al gusto in voga all’epoca in cui lui visse e operò.

L’incontro si chiuderà con una carrellata di opere d’arte provenienti dalle chiese delle valli Lemme, Borbera e Spinti, alcune poco conosciute, come il Crocifisso della chiesa di San Nicolò di Sottovalle, altre custodite nel Museo Diocesano di Arte Sacra ospitato nel Palazzo Spinola di Rocchetta Ligure: un invito, questo, a cercare, più con il cuore che con gli occhi, ciò che di bello possono offrire le chiese di un territorio come il nostro, disteso tra Appennino e pianure e percorso da vie che per secoli hanno seguito tracciati, disegnati tra monti e valli, che le ferrovie e le autostrade dei giorni d’oggi hanno ridotto a strade poco frequentate.

Terminato questo “trittico barocco”, gli incontri della rassegna – organizzata da FormaCivicaNovi – proseguiranno il 9 giugno con Simona Nina Borgia, che racconterà dell’uso dei fiori nell’arte come veicoli di messaggi simbolici, e il 16 giugno con Letizia Defranchi, che farà comprendere il legame tra il movimento artistico del Futurismo e alcuni aspetti del nostro attuale modo di vivere.

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