Mercoledì 06 Luglio 2022

novi ligure

Inceneritore? No di Legambiente: «Con la differenziata non serve»

«Se si raggiungesse il 70 per cento di raccolta differenziata, non ci sarebbe bisogno di costruire un nuovo inceneritore a Novi Ligure»

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NOVI LIGURE — Il Consorzio Rifiuti Novese e il suo presidente Angelo Ravera devono fare un passo indietro perché la pianificazione dei termovalorizzatori non spetta a loro. Legambiente scende in campo contro l’ipotesi di costruzione di un inceneritore a Novi Ligure. «Il Piemonte non ha bisogno di nuovi impianti di incenerimento: una Regione ampiamente inadempiente alle norme europee, nazionali e allo stesso piano regionale, non può basare sulle proprie inefficienze nuove progettualità impiantistiche per lo smaltimento, né può accollarsi le esigenze liguri».

Attualmente in Piemonte ci sono almeno tre progetti in differente stato di avanzamento per altrettanti nuovi impianti di
incenerimento: l’impianto proposta da A2A a Cavaglià in provincia di Biella (280 mila tonnellate all’anno); l’impianto proposto alle amministrazioni locali la scorsa settimana da Smat a Settimo Torinese (100 mila tonnellate all’anno); e l’impianto a cui spesso l’amministrazione regionale ha fatto riferimento da creare nel sud della regione, con ogni probabilità a Novi Ligure.

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«Si va verso un sovradimensionamento impiantistico impressionante in una Regione che non solo non rispetta le direttive nazionali sulla gestione rifiuti, ma che nemmeno rispetta gli obiettivi auto-imposti dal piano regionale al 2020», dice Legambiente.

Il target era di 465 chilogrammi di rifiuti ad abitante, con una percentuale di raccolta differenziata del 65 per cento. La differenziata invece è al 64 per cento, e soprattutto i rifiuti prodotti sono di 474 chili ad abitante. Secondo Legambiente, se solo si rispettassero gli obiettivi fissati dal piano al 2025 (425 chili e 70 per cento di differenziata), «il Piemonte avrebbe una necessità di smaltimento pari a 545 mila tonnellate all’anno, ampiamente coperta dall’impianto del Gerbido (che nel 2021 ha bruciato 560 mila tonnellate di rifiuti)».

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