Giovedì 07 Luglio 2022

L'Appennino piemontese sul palco di Sanremo grazie a Carucci e gli Ex Otago

Il cantante adottato dalla val Borbera sarà tra i big del festival di Sanremo con la sua band Ex Otago. Indosserà una maglietta portafortuna con i simboli dell'Appennino piemontese. "Comunque vada rimarrò un contadino", dice

L'Appennino piemontese sul palco di Sanremo grazie a Carucci e gli Ex Otago
BOSIO – «Comunque vada continuerò a fare il contadino. A marzo devo potare, l’ho già detto anche alla casa discografica». Maurizio Carucci, 38 anni, leader degli Ex Otago – la band genovese che l’8 febbraio prossimo calcherà il palco del festival di Sanremo – ne è certo: «La mia vita è tra i monti della val Borbera, la musica è una bella avventura e mi serve per sbarcare il lunario, ma il mio lavoro è coltivare la terra».

Il legame tra il cantante originario di Marassi e l’Appennino è forte: tanto che al 69esimo festival della canzone italiana Carucci e gli altri quattro componenti degli Ex Otago (Simone Bertuccini, Olmo Martellacci, Francesco Bacci e Rachid Bouchabla) indosseranno una maglietta creata appositamente per loro dall’ente di gestione delle aree protette. Sui capi, donati al gruppo dal presidente dell’ente Dino Bianchi e dal direttore Andrea De Giovanni, figura la Salamandrina di Savi, un rarissimo anfibio autoctono dell’Appennino.

«Non potrò mostrare la maglietta sul palco dell’Ariston a causa dei regolamenti del festival – ha confessato Carucci – ma sarà con me in tutti gli eventi collaterali perché rappresenta la mia storia e la mia vita». «Ho deciso di diventare agricoltore per riscoprire il legame con la natura e nel 2012, quando ho iniziato a ristrutturare cascina Barbàn ad Albera Ligure, sono partito davvero da zero. Anzi, da sottozero perché mi sono dovuto far prestare i soldi. Oggi coltivo fagiolane della val Borbera, ortaggi, frumento, succo di mele (quest’anno ne ho fatto le prime mille bottiglie). Presto però avvierà la produzione di vino, per rendere autosufficiente dal punto di vista economico la mia azienda. A conferma del fatto che contadino sono e contadino rimarrò».

Non a caso in valle lo chiamano “Contadino pop”. «C’è bisogno che l’agricoltura diventi un po’ più pop – dice Maurizio Carucci usando la terminologia musicale – È una tematica che ci riguarda tutti, perché viviamo è grazie a essa».

Salamandrina di Savi, foto Giacomo GolaMa la salamandrina? È un animale diffuso esclusivamente nell’Appennino italiano, una specie tanto antica quanto fragile. «Quando è minacciata inarca il tronco e gli arti, così da mostrare il colore rosso vivo delle parti inferiori», ha spiegato Gabriele Panizza, del Centro di riferimento regionale per l’erpetofauna, istituito proprio presso l’ex Parco delle Capanne di Marcarolo. Ma la minaccia più grande, per questo anfibio, non sono tanto i predatori naturali quanto l’inquinamento e l’impatto dell’uomo.

Tornando alla musica, l’8 febbraio gli Ex Otago si esibiranno a Sanremo tra i big con “Solo una canzone”, il brano tratto dall’album “Corochinato” (il nome dell’aperitivo genovese con vino bianco, erbe e spezie in infusione), che uscirà lo stesso giorno. A presentarli, salvo cambiamenti della scaletta della trasmissione, sarà Claudio Baglioni. «“Solo una canzone” è la storia di un amore adulto che va avanti da tempo e soffre di stanchezza. È forse il momento più difficile per una coppia: reinnamorarsi della persona che già si ama».

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