Martedì 29 Settembre 2020

Il piano

Bio Metano dai rifiuti organici, a Castellazzo si progetta il futuro

Bio Metano dai rifiuti organici, a Castellazzo si progetta il futuro

È in fase di valutazione ambientale da parte della Provincia di Alessandria la realizzazione di un impianto che rientra tra i più virtuosi dell’economia circolare per la produzione di Bio Metano nel Comune di Castellazzo Bormida, in quanto da un rifiuto recupera biocarburante, amendante compostabile per l’agricoltura, anidride carbonica per il settore medicale e il rifiuto presente nell’organico.

Il progetto è stato presentato dalla Geo Studio Engineering di Bovolone (Vr), la quale, ad autorizzazione ottenuta, cederà a primario investitore, con il quale è stata sottoscritta una manifestazione interesse vincolante, il quale affiderà a Andion Italy Spa di Milano la costruzione e la sua gestione. A regime l’impianto sarà in grado di produrre 4.200.000 metri cubi di biometano e di recuperare circa 50.000 tonnellate annue di FORSU (frazione organica di rifiuto solido, l’organico che produciamo e differenziamo, insomma).

Il biometano è il nuovo carburante ecologico per autotrazione e per i mezzi pesanti: si risparmierà in gasolio e benzina da un rifiuto, che consentiranno di alimentare una flotta di nuove motrici a GNL (Gas Naturale liquido) in sostituzione di motrici a gasolio. Analoga flotta alimentata a gasolio avrebbe la necessità di essere alimentata da circa 3.019,8 tonnellate anno di gasolio raffinato proveniente da 3.261,3 tonnellate di petrolio. L’utilizzo di equivalente flotta a GNL permette di ridurre le emissioni di CO2 fossili da combustione pari a 9.451,68 tonnellate.

L’area in strada Trinità da Lungi è stata scelta dopo attente analisi per il rispetto delle stringenti norme ambientali che impongono distanze minime di 500 metri da un tessuto urbano consolidato, da fiumi, strade e altri beni rilevanti e che non rientri in zone vincolate paesaggisticamente.

In più il sito è adiacente ad un metanodotto della rete Snam, per cui una volta separato il gas metano da altri componenti gassosi, quali CO 2 (Anidride Carbonica), Silossani e altri composti contenuti nel biogas con sistema di Up Granding a membrane che trattengo tali sostanze, potrà subito essere immesso nella rete nazionale senza ulteriore trasporto in autobotti.

Tutta la catena di lavorazione è controllata in modo che gas e scarti di lavorazione non fuoriescano ma vengano reintrodotti nel ciclo di produzione. Lo scarico degli automezzi e del pretrattamento dell’organico avviene in capannone completamente sigillato con doppia porta e in depressione, che lavora supportato da biofiltri per l’eliminazione degli odori dall’anidiride solforosa e per trattenere impurità nella lavorazione. I camion che conferiscono l’organico, dopo lo scarico, escono “ripuliti” internamente ed esternamente.

Al termine del processo biologico di estrazione del Bio Metano il digestato che rimane viene convogliato, tramite tubazioni e sempre in ambiente controllato, nelle biocelle, terminato il processo vero e proprio di compostaggio, che ha una durata minima di 90 giorni, il sottoprodotto (amendante compostabile) che si ricava viene destinato come fertilizzante in agricoltura.

Infine la CO 2 (Anidride Carbonica) può essere recuperata e destinata al comparto medico, alimentare o agricolo, in quanto anidride carbonica pulita. L’impianto in via di realizzazione è insomma all’avanguardia in fatto di rispetto ambientale e trattamento dei rifiuti, efficiente per le produzioni e per i risparmi energetici.

La vita di un impianto del genere è di due decenni, dopodiché si deciderà se ammodernarlo, convertirlo o dismetterlo. In ogni caso l’Investitore, in fase di realizzazione, verserà una fideiussione all’Ente Provincia di Alessandria: tale somma sarà destinata alle operazioni di completa bonifica per eliminare ogni traccia di insediamento produttivo.