Politica
L'iniziativa
Fornaro e altri parlamentari dem chiedono chiarimenti al Governo sugli effetti della legge 131/2025: oltre 700 Comuni esclusi dal nuovo elenco potrebbero perdere lo status di scuola di montagna e le relative deroghe
25 Febbraio 2026
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15:26
ROMA - Il Partito Democratico ha presentato un’interrogazione ai Ministri dell’Istruzione e del Merito e degli Affari regionali sugli effetti della nuova classificazione dei Comuni montani prevista dalla legge 131/2025. Al centro della richiesta di chiarimenti vi è l’esclusione di oltre 700 Comuni dall’elenco pubblicato in Gazzetta Ufficiale, con possibili ricadute dirette sull’organizzazione scolastica. Secondo i parlamentari dem, il provvedimento potrebbe comportare la perdita dello status di “scuola di montagna” e delle deroghe sul numero minimo di alunni per classe . Il rischio per le classi nei territori fragili La soppressione delle deroghe potrebbe tradursi nella chiusura di classi in territori già segnati da spopolamento e difficoltà di collegamento. «Chiediamo al Governo di chiarire con urgenza quali effetti concreti le nuove disposizioni produrranno sull’organizzazione delle classi nei Comuni esclusi», si legge nella nota firmata dai parlamentari Manzi, Marino, Sarracino, Simiani, Vaccari, Ferrari, Fornaro, Girelli, Ghio, Gribaudo, Roggiani e Curti . I dem domandano inoltre quali misure l’Esecutivo intenda adottare "per evitare la perdita di classi . E garantire così la continuità didattica e il diritto allo studio agli studenti delle aree fragili". L’esclusione dall’elenco dei Comuni montani solleva anche il tema degli incentivi al personale docente previsti dalla legge 131/2025. Secondo il Pd, "tali incentivi sarebbero applicabili solo a una parte dei Comuni inseriti nel nuovo elenco. Determinando una inaccettabile tripartizione tra territori esclusi, territori montani senza incentivi e territori montani beneficiari. Una distinzione che . secondo i firmatari dell’interrogazione - rischia di accentuare le disuguaglianze tra le diverse aree del Paese". Le risorse e la richiesta di revisione della legge I parlamentari sottolineano inoltre che "il provvedimento non prevede risorse aggiuntive rispetto ai 200 milioni già stanziati dal Governo Draghi. Questo elemento farebbe pensare - secondo il Pd - a una redistribuzione di fondi invariati, senza un reale rafforzamento del sostegno alle realtà montane. È necessario rivedere complessivamente l’impianto della legge per evitare un danno strutturale ai territori più fragili, a partire proprio dalla scuola, presidio fondamentale di uguaglianza e sviluppo", concludono i firmatari.