Economia
L'allarme
Confartigianato: “Costi insostenibili, senza risposte dal Governo si spengono i motori”
22 Aprile 2026
ore
20:16
TORINO - Il settore dell’ autotrasporto merci si prepara allo stop anche in Piemonte. Dopo settimane senza risposte da parte del Governo, Unatras – che riunisce le principali associazioni nazionali, tra cui Confartigianato Trasporti – ha annunciato la mobilitazione: nei prossimi giorni saranno definite date e modalità del fermo. Alla base della protesta ci sono costi operativi in crescita , margini sempre più ridotti e un contesto economico che mette in difficoltà le imprese. Il carburante, arrivato a 2,13 euro al litro , incide per circa il 35% dei costi , che complessivamente sfiorano il 90% tra tasse e altre voci. Un impatto significativo: ogni aumento di 25 centesimi al litro comporta un aggravio di circa 9 mila euro l’anno per camion , che diventano 90 mila per una flotta di dieci mezzi. “Meglio fermarsi che lavorare in perdita” “Molte imprese non sono più nelle condizioni di sostenere alcuni servizi – spiega Giovanni Rosso , presidente di Confartigianato Imprese Piemonte Trasporti –. Arrivando a considerare più conveniente lasciare i mezzi fermi nei piazzali”. La richiesta è chiara: un intervento immediato su accise, liquidità e strumenti di compensazione. Tra le criticità anche il Decreto Carburanti (DL 33/2026), che prevede 100 milioni di euro sotto forma di credito d’imposta, ma non ancora operativi. Le associazioni chiedono: Attuazione immediata dei ristori sulle accise. Sostegno alla liquidità. Sospensione di versamenti fiscali e contributivi. Misure europee temporanee di supporto. Rischio paralisi delle filiere Il fermo potrebbe avere effetti pesanti sul sistema produttivo, soprattutto in Piemonte, nodo strategico della logistica. “Non vogliamo creare danni – conclude Rosso –. Ma oggi non è più conveniente far viaggiare i camion ”.