Società
La proposta
La famiglia Negruzzo, titolare dell'Albergo-Ristorante Il Ponte di Cosola ha partecipato ai Campionati mondiali della pizza di Parma
15 Aprile 2026
ore
10:19
CABELLA LIGURE- Il territorio in una pizza, la "Crochina del Papa" questo ha portato Wilma Negruzzo , titolare con il fratello Michele , dell'Albergo-ristorante Il Ponte di Cosola (frazione di Cabella Ligure) al Campionato Mondiale della Pizza, giunto alla trentatreesima edizione, che si è tenuto a Parma. Il territorio su una pizza Wilma Negruzzo ha gareggiato nella categoria pizza classica. Il tempo massimo a disposizione per ogni concorrente era di 12 minuti, ma la pizza è stata preparata in circa 6 minuti, dopodichè è stata presentata alla giuria: impasto con zafferano di Teo (frazione originaria della famiglia di Papa Francesco) ; farcitura con Mollana della Val Borbera , salsiccia della Val Borbera, sugo di Ceci della Merella , polvere di broccolo essiccato, parmigiano reggiano. «Far conoscere e raccontare le eccellenze dei nostri territori - dice Wilma Negruzzo che ha presentato la sua pizza insieme al compagno Fabio Parodi- per poi trasformarle nel piatto finito per la degustazione dei giudici è stata un’ esperienza emozionante e ricca di adrenalina ». La pizza presentata rispecchia il territorio che è ancora Piemonte ma guarda al mare della Liguria: il nome assegnato è “Crochina del Papa”. Il nome Crochina deriva da “crocus sativus", la specie coltivata per produrre zafferano dai sui stimmi. Lo zafferano è quello di Teo, paese natio della nonna materna di Papa Francesco; la Mollana è il tipico formaggio a pasta molle o morbida (se la stagionatura è breve) ottenuto da latte crudo vaccino, trattasi, di un formaggio fresco di breve stagionatura tra i 10 e i 45 giorni; i ceci sono della frazione Merella di Novi; la salsiccia è quella tipica prodotta nelle macellerie della Val Borbera. «Partecipare martedì ai Campionati è stata una giornata gratificante - prosegue Negruzzo- che ha arricchito il nostro bagaglio perché il risultato è importante, ma non lo è quanto le esperienze maturate, lo scambio di conoscenze con pizzaioli arrivati da tutto il mondo , ma, soprattutto, ci riempie di orgoglio avere avuto l’onore, ancora una volta, di aver portato le nostre eccellenze territoriali al cospetto del palcoscenico mondiale .»