Società
L'appello
Il sindacato chiede un confronto sul futuro della rete sanitaria e del personale: «Alessandria, Acqui, Novi, Tortona e Casale devono essere parte della stessa strategia»
29 Agosto 2026
ore
07:49
ALESSANDRIA – «Basta rincorrere l'emergenza, è il momento di programmare la sanità dei prossimi anni». Cse Sanità-Flp Piemonte interviene sulle difficoltà del sistema sanitario provinciale. E chiede di aprire un confronto complessivo che coinvolga Regione Piemonte, aziende sanitarie, istituzioni territoriali e rappresentanze dei lavoratori . Secondo il Coordinamento territoriale, turni complessi, carenze di organico, difficoltà nella programmazione e crescente pressione sugli operatori non possono essere considerate soltanto conseguenze dell'emergenza estiva. «Dietro ogni turno c'è un lavoratore: infermiere, Oss, tecnico, professionista sanitario, amministrativo», sottolinea Cse Sanità. Le prestazioni aggiuntive, secondo il sindacato, possono rappresentare una risposta temporanea, ma non sostituire una politica di reclutamento e programmazione del personale . Nuovo ospedale e personale La questione viene inserita in una prospettiva più ampia. La provincia sta attraversando una fase di trasformazione della propria rete sanitaria, tra nuovo ospedale di Alessandria, sviluppo della medicina territoriale e riorganizzazione dei presidi . Da qui la domanda posta dal sindacato. «Possiamo progettare strutture e servizi senza programmare contemporaneamente le persone che dovranno farli funzionare? Noi riteniamo di no». Per Cse, infrastrutture e personale devono procedere insieme. Definendo quindi fabbisogni, assunzioni, professionalità necessarie, formazione e strumenti capaci di attrarre e trattenere gli operatori sanitari . Il nodo di Acqui Terme Un'attenzione particolare viene riservata all' ospedale di Acqui Terme . Cse Sanità chiede che venga chiarito quale ruolo avrà il presidio acquese nella futura organizzazione provinciale e quali servizi potranno essere garantiti, con quali risorse e quale personale. Un principio che, secondo il sindacato, deve valere anche per Alessandria, Novi Ligure, Tortona e Casale Monferrato . «Non servono ospedali in competizione tra loro, ma una rete nella quale ogni presidio abbia una funzione chiara, risorse adeguate e personale sufficiente». Cse Sanità chiede inoltre un quadro dettagliato degli organici, struttura per struttura e profilo per profilo . Indicando posti previsti e coperti, carenze, pensionamenti attesi, fabbisogni futuri e professionalità più difficili da reperire. Per il sindacato, tuttavia, le nuove assunzioni rappresentano soltanto una parte della soluzione. Occorre intervenire anche sulla valorizzazione economica e professionale, sulla formazione, sull'organizzazione del lavoro, sul welfare e sulla conciliazione tra vita privata e professionale . L'obiettivo è arrivare a un confronto che non serva a gestire l'ennesima criticità, ma a stabilire quale dovrà essere la sanità provinciale tra cinque o dieci anni. «La nostra posizione è chiara: una sanità pubblica forte, una rete territoriale equilibrata, personale sufficiente e valorizzato e condizioni di lavoro dignitose. Alessandria, Acqui Terme, Novi Li...