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Prosegue l'esperienza di "E!State Liberi!" nel bene confiscato alla mafia gestito dall'associazione Parcival. Formazione, volontariato e attività nella Riserva Naturale del Torrente Orba per costruire una cultura della legalità
9 Agosto 2026
ore
17:54
BOSCO MARENGO - Prosegue anche in provincia di Alessandria l'edizione 2026 di "E!State Liberi!" . Il progetto promosso da Libera Contro le Mafie che porta ogni estate giovani provenienti da tutta Italia nei beni confiscati alla criminalità organizzata. Nei giorni scorsi campo ospitato a Cascina Saetta , a Bosco Marengo , bene confiscato nel 2005 e oggi gestito dall'associazione Parcival . La cascina è intitolata al giudice Antonio Saetta e al figlio Stefano , uccisi in un agguato mafioso in Sicilia. Il bene era stato confiscato a Rosario Caci e alla moglie Concetta , ritenuti legati alla famiglia mafiosa dei Madonia . I partecipanti sono stati ospitati nel Complesso Monumentale di Santa Croce . Alternando momenti di formazione dedicati ai temi della legalità e dell'antimafia ad attività pratiche di volontariato e cura del territorio. Dalla manutenzione della cascina alla Riserva del Torrente Orba Le giornate hanno previsto interventi di manutenzione a Cascina Saetta e negli spazi che accolgono il campo. Così come attività svolte in collaborazione con Aree Protette Po piemontese . I giovani hanno preso parte infatti alla cura delle strutture della Riserva Naturale del Torrente Orba . Con momenti formativi dedicati alla conoscenza dell'area protetta, all'utilizzo delle fototrappole e all'importanza della tutela degli ecosistemi naturali. Secondo Libera, l'esperienza dimostra come il contrasto alle mafie possa essere strettamente legato alla valorizzazione dei beni comuni e alla salvaguardia dell'ambiente. Attraverso la conoscenza della storia dei beni confiscati e dei fenomeni mafiosi, i campi di E!State Liberi! vogliono promuovere tra i giovani consapevolezza, responsabilità e partecipazione attiva .