Lunedì 09 Dicembre 2019

novi ligure

Ex Vivai Olcese, dopo la lite in consiglio ora si va al Tar

La società ha presentato ricorso contro la delibera che impone il pagamento di 105 mila euro di contributi urbanistici

Ex Vivai Olcese, dopo la lite in consiglio ora si va al Tar

immagine d'archivio

NOVI LIGURE — La vicenda degli ex Vivai Olcese, a Novi Ligure, finisce sotto la lente d’ingrandimento del Tar. La società proprietaria della struttura che sorge in strada del Turchino, infatti, ha fatto ricorso ai giudici amministrativi contro una delibera della giunta Cabella: il provvedimento del Comune, emanato ad agosto, stabilisce che la Nuova Centro Europa srl deve pagare circa 105 mila euro di oneri di urbanizzazione. Oggi a Torino si terrà l’udienza per il giudizio cautelare.

Per capire meglio la vicenda bisogna fare qualche passo indietro. Nel 2016 la Nuova Centro Europa chiede al Comune di mutare la destinazione del capannone di strada del Turchino da agricolo a produttivo/artigianale. Per ottenere il cambiamento, la società sarebbe tenuta a pagare 105 mila euro di “contributo straordinario”. Al posto della somma, propone di cedere al Comune una porzione del capannone, per un controvalore di 120 mila euro.

L’allora amministrazione comunale di Muliere accetta: prima con una delibera del consiglio (settembre 2018), poi con una decisione della giunta (maggio 2019). Le motivazioni sono espresse nella delibera stessa: «L’interesse pubblico consiste prioritariamente nel recupero di fabbricati a uso agricolo dismessi» con il conseguente «insediamento di una nuova attività artigianale». Inoltre, nella porzione di capannone di cui sarebbe entrato in possesso, il Comune intendeva ricollocare la serra comunale, «che in questo modo acquisirebbe spazi e strutture più grandi ed efficienti rispetto all’attuale sede (in evidente stato di degrado e di vetustà)». Infine, la ricollocazione della serra comunale «consentirebbe la soluzione di una criticità urbanistica e viabilistica da tempo evidenziatasi, consentendo di fatto il collegamento tra via Don Beniamino Dacatra, via Casteldragone e viale Caduti di Nassirya».

In consiglio l’allora minoranza si oppone: alla città di Novi non serve una nuova serra, considerato anche il numero esiguo dei giardinieri a disposizione. E quando, dopo le elezioni, c’è il cambio di amministrazione, uno dei primi atti della giunta Cabella è quello di annullare la decisione di Muliere e i suoi. Ad agosto, quindi, la delibera di giunta del maggio 2019 viene revocata, sulla scorta del fatto che «non ha valore giuridico vincolante né per la nuova amministrazione né per il privato», in quanto non è intervenuto «alcun atto negoziale sottoscritto tra le parti».

La delibera però è stata annullata solo nella parte relativa allo scambio tra “contributo straordinario” e porzione di capannone: la Nuova Centro Europa, dunque, ora dovrebbe pagare 105 mila euro. I legali della società hanno quindi presentato ricorso al tribunale amministrativo.

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