Mercoledì 20 Gennaio 2021

Dopo tre udienze, Cociv ritira la querela contro Brunetti

Si è chiusa la vertenza fra il consorzio Cociv e l'ambientalista Antonello Brunetti con il ritiro della querela da parte del consorzio per la realizzazione del Terzo Valico. A firmare la denuncia per diffamazione era stato Michele Longo, all'epoca presidente Cociv, poi rimosso, agli arresti domiciliari

Dopo tre udienze, Cociv ritira la querela contro Brunetti
CRONACA - SI è conclusa con il ritiro della querela da parte di Cociv la verenza fra il consorzio per la realizzazione del terzo valico e l'ambientalista Antonello Brunetti, accusato di diffamazione. A firmare la querela per conto di Cociv era stato Michele Longo, all'epoca presidente del consorzio, poi rimosso aseguitodell'inchiesta giudiziaria delle procure di Genova e Roma, per gli appalti nelle grandi opere. Longo,che portò avanti la querela contro l'ambientalista di Castelnuovo, si trova ora agli arresti domiciliari.

La vicenda era nata nel gennaio del 2014 con una denuncia presentata dal Cociv, sulla base di una segnalazione di Pietro Marcheselli, direttore generale del Cociv.
Il tutto nasceva da alcune frasi apparse su articoli scritti dal querelato, articoli datati 2011 e poi diffusi in internet dal sito genovese “NoTav-Genova altervista”. Parlava di "rete tangentizia" in relazione alle grandi opere.

Brunetti ha sempre sostenuto che l’opera del terzo Valico "è inutile e troppo costosa, priva di qualsiasi analisi sulle eventuali alternative e su un seria analisi del rapporto costi-benefici". 
Il ritiro della querela è accompagnato da una dichiarazione del querelato il quale afferma che" negli articoli del 2011 il suo scopo non era quello di fare dichiarazioni diffamatorie e che da parte sua non vi era alcuna animosità personale, ma semplicemente una forte critica con quanto emerso a livello tecnico, economico e procedurale nel sistema delle grandi opere infrastrutturali, con tutta una serie di gravi alterazioni ambientali e di rischi per la salute delle popolazioni coinvolte a causa della forte presenza di amianto".
Le prime due udienze, davanti al tribunale di Alessandria, si sono svolte regolarmente. Nel frattempo, il 26 ottobre 2016 i procuratori di Genova e di Roma hanno concluso le indagini Arka e Amalgama che hanno portato all’arresto di buona parte dei dirigenti Cociv, compresi il presidente Michele Longo e il direttore generale Pietro Marcheselli, poi sostituiti ai vertici del Consorzio.
A gennaio Raffaele Cantone, capo dell’Anac, l’autorità anticorruzione, aveva proposto il commissariamento del Cociv. “Con un certo ritardo il prefetto di Roma ha provveduto nominando Marco Rettighieri. Rettighieri tra l’altro ha condotto le fasi finali di Expo 2015, sostituendo Antonio Paris finito agli arresti. Subito prima era alla guida del cantiere Tav di Chiomonte. In precedenza si era occupato della linea ad alta velocità, Roma-Napoli. L’ultima avventura è stata burrascosa: chiamato a dirigere l’Atac, l’azienda bus di Roma, se ne andò a settembre fra accuse e contro accuse con la giunta Raggi”.

Aggiunge Brunetti: "Va detto che per noi è difficile immaginare il commissariamento di un consorzio privato e crediamo che l’unica soluzione sia la revoca immediata della convenzione con cui sono stati affidati i lavori". 

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