Mario Lovelli sui piccoli comuni: “Serve riforma della carta delle autonomie”
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Redazione - novionline@novionline.net  
23 Agosto 2011
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Mario Lovelli sui piccoli comuni: “Serve riforma della carta delle autonomie”

Anche l'onorevole Mario Lovelli interviene nel dibattito sui piccoli comuni e sulla loro possibile soppressione e invita ad una pausa di riflessione, per evitare di distruggere realtà locali importanti. La proposta è quella di partire da una riforma ragionata della carta delle autonomie.

Anche l'onorevole Mario Lovelli interviene nel dibattito sui piccoli comuni e sulla loro possibile soppressione e invita ad una pausa di riflessione, per evitare di distruggere realtà locali importanti. La proposta è quella di partire da una riforma ragionata della carta delle autonomie.

Anche l’onorevole del Partito Democratico, Mario Lovelli, interviene nel dibattito sui piccoli comuni e sui tagli previsti dalla Manovra varata dal Governo. “Il Piemonte non può assistere passivamente alla sciagurata manovra del Governo che rischia, se non corretta, di devastare il suo territorio con la cancellazione di oltre la metà dei Comuni (nell’alessandrino scomparirebbero 111 comuni su 190), la soppressione di 4 Province e i drastici tagli ai trasferimenti statali. In nome dei ‘tagli ai costi della politica’ si vogliono colpire le istituzioni intermedie, quelle che costituiscono l’anima della struttura amministrativa del nostro Paese e la prima sede della democrazia”.

“Davvero crediamo che gli enti intermedi non servono? Davvero pensiamo che si possa difendere il nostro territorio, contrastandone l’abbandono e la desertificazione, e garantire servizi adeguati ai residenti senza le Province e sopprimendo i piccoli Comuni sotto i mille abitanti? Per questo parteciperò alla manifestazione promossa da Anci e Uncem lunedì prossimo a Torino: sulla difesa dei Comuni al di sotto dei 1000 abitanti, sulla salvaguardia dei presidi istituzionali in montagna e sul no al drastico taglio dei trasferimenti statali agli enti locali, non è più il momento delle chiacchiere ma dei comportamenti coerenti e lineari. C’è bisogno di uno stop o perlomeno di una pausa di riflessione che non pregiudichi rappresentanze democratiche e servizi erogati ai cittadini. La strada da seguire è quella del riordino e della razionalizzazione dell’amministrazione statale e regionale: non cancellare tout court, ma accorpare le Province rivedendone i confini, istituire le città metropolitane, favorire l’associazionismo tra i Comuni. In Parlamento è ferma da un paio di anni la riforma della Carta delle autonomie: è quella la sede per discutere degli assetti istituzionali”.

“Ciò è tanto più vero anche per quanto riguarda la fusione dei Comuni sotto i mille abitanti e il contestuale accorpamento progressivo delle funzioni per i Comuni sotto i 5000 mila abitanti (quest’ultima prevista nella manovra di luglio), due norme che rischiano di entrare in contrasto e di procurare del male ai cittadini. Se la manovra non verrà prontamente corretta, l’unica conseguenza sarà quella di aver umiliato e indebolito il Piemonte, la sua montagna e i suoi Comuni”.

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