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Pendolari, proteste per il nuovo orario sulla linea per Milano
Nuovo orario ferroviario e i pendolari novesi tornano ad essere sul piede di guerra. La protesta questa volta arriva a causa dei tagli e delle variazioni orarie sulla linea che collega le stazioni di Pavia e Milano
Nuovo orario ferroviario e i pendolari novesi tornano ad essere sul piede di guerra. La protesta questa volta arriva a causa dei tagli e delle variazioni orarie sulla linea che collega le stazioni di Pavia e Milano
Entra in vigore oggi, lunedì 12 dicembre, il nuovo orario ferroviario previsto da Trenitalia. E i pendolari novesi tornano ad essere sul piede di guerra. La protesta questa volta arriva a causa dei tagli e delle variazioni orarie sulla linea che collega la città alla Lombardia ed in particolare alle stazioni di Pavia e Milano.I problemi sono legati all’attivazione della linea veloce Pavia-Milano che determinerà la soppressione di molti treni. Da Voghera per Milano (4 mila pendolari) ci saranno così 15 treni in meno al giorno, che faranno perdere anche alcune coincidenze da Arquata e Novi. Però i rimanenti collegamenti da Voghera per Milano saranno molto più veloci – dicono in Regione Lombardia – ma questo non basta a compensare i disagi. E a rimetterci saranno i pendolari di provincia, soprattutto chi abita al confine tra Piemonte e Lombardia, che si vedrà tagliare diversi treni, che non faranno più tappa a Tortona e Novi.
Mobilitazione, quindi, tra gli amministratori locali: a Novi l’assessore, con delega ai trasporti, Paola Cavanna, ha affermato di volere portare le richieste nelle sedi competenti, come l’osservatorio del trasporto locale, in Regione. Intanto della questione si sta interessato anche il consigliere regionale del Pd, Rocchino Muliere.
Nel frattempo, parte il nuovo orario e i pendolari novesi si lamentano: per la linea Novi-Milano, si parla, infatti, della soppressione di un treno fondamentale per il trasporto del primo mattino, che è quello che parte dalla “nostra” stazione alle 6.44. Poi il posticipo di 15 minuti del treno in partenza, sempre da Novi, alle 7.40 che non sarà più utilizzabile dagli studenti che devono raggiungere soprattutto le università di Pavia e Milano. Ed infine l’anticipo di 10 minuti di un treno serale in partenza da Milano Centrale alle 17.40, che penalizzerebbe gran parte dei pendolari. E già ora la situazione non è delle migliore per i tanti pendolari che vanno in Lombardia ogni giorno: sono disponibili, infatti, solo 5 treni diretti (3 al mattino e 2 alla sera) nella fascia che interessa lavoratori e studenti, per cui questi potenziali cambiamenti sarebbero insostenibili. “Paradossalmente qui non si parla di tagli, ma di incomprensibili spostamenti di orario che renderanno la vita difficile a tutti quegli studenti che con il 7.40 riuscivano ad arrivare per tempo alle lezioni, nonché a tutti quei lavoratori che impossibilitati a prendere il treno precedente, avevano l’alternativa di arrivare a Milano ad un orario ancora accettabile e non alle 9.30 come accadrà da oggi”, spiegano i pendolari, tra cui il signor Danilo.
Già qualche settimana fa, sulla questione del nuovo orario, era intervenuto anche il deputato del Pd Mario Lovelli, che aveva cercato di far emergere la problematica alla Camera. “Alla pesante penalizzazione dei servizi per i pendolari si accompagna la messa in discussione di 800 posti di lavoro nel comparto dei treni-notte. Il nuovo governo deve affrontare con urgenza la questione promuovendo un tavolo istituzionale con Trenitalia. Il Pd continuerà a sollecitare le soluzioni più adeguate attraverso opportune iniziative parlamentari”.