Terzo Valico, una mozione di Unità per Novi
Il gruppo consigliare "Unità per Novi" ha presentato una mozione da porre all'ordine del giorno del prossimo consiglio comunale. L'oggetto del documento è il progetto del Terzo Valico e il suo pesante impatto sulla città; un impatto che Novi - secondo i partiti della sinistra - potrebbe non essere pronta a sostenere. Si chiede, così, la valutazione di soluzioni alternative
Il gruppo consigliare "Unità per Novi" ha presentato una mozione da porre all'ordine del giorno del prossimo consiglio comunale. L'oggetto del documento è il progetto del Terzo Valico e il suo pesante impatto sulla città; un impatto che Novi - secondo i partiti della sinistra - potrebbe non essere pronta a sostenere. Si chiede, così, la valutazione di soluzioni alternative
Una mozione per dire “no” al progetto del Terzo Valico è stata presentata dal gruppo consiliare ‘Unità per Novi’ che ha hiesto al Consiglio Comunale di Novi di riaprire la discussione sull’opera, cercando soluzioni alternative ed esprimendo contrarietà all’attuale tracciato. Unità per Novi, che raggruppa Sel, Rifondazione Comunista e Comunisti italiani, ha quindi chiesto di inserire all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale che si terrà il 20 marzo, una mozione che ha per oggetto la realizzazione del Terzo Valico.L”impatto dell’infrastruttura sul territorio sarà notevole ed è èroprio questo aspetto che viene sottolineato dal gruppo politico: “La presenza di una pesante cantieristica prevede un impiego di circa novecento persone solo a Novi senza adeguati servizi abitativi, sanitari e socio assistenziali, necessari per garantire una adeguata vivibilità delle città”.
I partiti che fanno parte di Unità per Novi sottolineano inoltre che non c’è stato il rispetto della normativa europea relativa alla necessità di assegnare la realizzazione dell’ opera ad una impresa scelta con gara europea al fine di contenere i costi dell’opera stessa. “Sono poi assolutamente scarse le risposte del Cociv che gestisce la realizzazione dei lotti riguardo alle opere compensative richieste dai Comuni, in particolare, sul rilancio dello scavo ferroviario di San Bovo”.
Per la sinistra novese sarebbe, quindi, opportuno, visto l’elevato costo dell’opera (6,2 miliardi di euro per 53 chilometri) e la pesante crisi economica che il Paese sta attraversando, considerare le alternative al Terzo Valico, che “riguardano il potenziamento delle linee merci esistenti che sono attualmente ben lontane dalla saturazione, con un traffico in costante diminuzione, come dimostrano le recenti statistiche riportate dall’Autorità Portuale di Genova”., si sottolinea ancora nel documento, che verrà discusso durante il prossimo consiglio comunale.