Cementir, chiesto il pagamento di una sanzione per chiudere il processo
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Redazione - novionline@novionline.net  
19 Aprile 2012
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Cementir, chiesto il pagamento di una sanzione per chiudere il processo

Prosegue il processo contro le emissioni causate dallo stabilimento Cementir di Arquata. L'altro giorno, in tribunale a Novi, la difesa dell'ex direttore del cementificio ha chiesto l'oblazione del reato e cioè l'estinzione del reato e il pagamento di una sanzione per chiudere il processo. La prossima udienza è fissata a luglio.

Prosegue il processo contro le emissioni causate dallo stabilimento Cementir di Arquata. L'altro giorno, in tribunale a Novi, la difesa dell'ex direttore del cementificio ha chiesto l'oblazione del reato e cioè l'estinzione del reato e il pagamento di una sanzione per chiudere il processo. La prossima udienza è fissata a luglio.

Nuova udienza, l’altro giorno, per la vicenda delle emissioni alla Cementir di Arquata Scrivia. Ad essere coinvolto Leonardo Laudicina, ex direttore del cementificio. Dopo l’udienza filtro di febbraio, l’altro ieri, nel tribunale di Novi sono state ancora affrontate questioni preliminari e così sarà anche durante la prossima udienza, che si terrà il 5 luglio.

Laudicina è accusato di disturbo della quiete delle persone e di getto pericoloso di cose per il superamento dei limiti nelle emissioni di rumori, polveri e odori a partire dal 2008, ma il suo legale ha rilevato un’eccezione di nullità del decreto di citazione. A detta dell’avvocato, infatti, l’inserimento nel documento di altri episodi contestati avvenuti nel 2009, rispetto a quanto stabilito in precedenza, sarebbe stato illegittimo e avrebbe potuto portare alla nullità dell’atto e quindi del procedimento.


All’eccezione si sono, però, opposti Vittorio Spallasso, Giuseppe Lanzavecchia e Laura Pianezza, legali delle sessanta persone che risiedono nei pressi della Cementir, che si sono costituite parte civile. Opposizione anche da parte del pm Luca Ragalzi il quale ha spiegato che episodi che sono stati aggiunti in seguito riguardano un reato connesso ai precedenti e che quindi non c’è stata alcuna nullità e nessuna lesione dei diritti della difesa.

 Il giudice Gianluigi Zulian, dopo circa un’ora di camera di consiglio, ha respinto l’eccezione sostenendo che “il capo d’imputazione può essere modificato e le prove assunte nell’udienza filtro del 2 febbraio sono ammissibili”. L’avvocato di Laudicina ha così annunciato che durante la prossima udienza chiederà l’oblazione del reato e quindi il pagamento di una sanzione per chiudere il processo. Nel precedente procedimento il giudice ha respinto varie volte la richiesta, prima della condanna di Laudicina.

 

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