L’Anpi: “ecco perchè ci ostiniamo a difendere la costituzione”
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Redazione - novionline@novionline.net  
25 Aprile 2012
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L’Anpi: “ecco perchè ci ostiniamo a difendere la costituzione”

Un volantino per ricordare i valori della Costituzione, nata dalla Resistenza. E' il progetto della sezione Anpi di Arquata, che domani - in occasione dell'anniversario della Liberazione - diffonderà un volantino sul tema. Affrontato anche il problema del lavoro e della crisi economica.

Un volantino per ricordare i valori della Costituzione, nata dalla Resistenza. E' il progetto della sezione Anpi di Arquata, che domani - in occasione dell'anniversario della Liberazione - diffonderà un volantino sul tema. Affrontato anche il problema del lavoro e della crisi economica.

L’Anpi, sezione “Brigata Oreste”, di Arquata, rompe il silenzio ed esce con un volantino dove affronta il problema della “costituzione violata”. L’ associazione, infatti, come custode dei valori della costituzione e portatrice dei valori dei partigiani e del loro sacrificio, ha deciso di produrre questo contenuto da diffondere in occasione del 25 aprile.

“I valori della Costituzione, nata dalla Resistenza, hanno reso possibile la nascita della nostra Repubblica, con la stipula del patto sociale più alto. Per l’anniversario della Liberazione di domani diffonderemo questo volantino che speriamo possa essere il primo di una serie”.

Il progetto è quindi quello di produrne due all’anno. Nel volantino si parla anche di crisi economica, di lavoro e di giovani. Secondo l’Anpi, infatti, in un momento difficile come quello attuale è ancora più importante recuperare i valori della Resistenza e quelli che stanno alla base della nostra Costituzione.

“La volontà di essere insieme, di non rassegnarsi, di mettersi in gioco e di resistere, questa è la più partigiana delle idee partigiane. Viva il il 25 Aprile”.

Ecco alcuni stralci dal volantino

Come Associazione Nazionale dei Partigiani, ente morale garante della Costituzione Repubblicana nata dalla Resistenza, facciamo nostre le istanze dei nostri iscritti e simpatizzanti, ma anche di tanti semplici cittadini, preoccupati per l’avvenire delle loro famiglie e per la tenuta democratica delle Istituzioni Repubblicane.
Non vogliamo togliere spazio ai partiti nazionali, né sostituirci ad essi, che restano i principali rappresentanti politici della popolazione, cui spetta l’arduo compito di trovare una via d’uscita a questo difficile momento.
Abbiamo deciso di sciogliere il tradizionale riserbo per dire ai cittadini quello che pensiamo della situazione che stiamo vivendo. Cominciamo col dire che non ci piace che i più elementari principi enunciati dalla Costituzione vengano sistematicamente trascurati se non elusi. Questo vale principalmente per i giovani che non riescono a trovare un lavoro e per i meno giovani che il lavoro lo perdono prima della pensione e si trovano senza alcun mezzo di sostentamento.
Troppi uomini politici, rappresentanti delle istituzioni e personaggi pubblici che occupano posti di preminente importanza sono coinvolti in scandali che, in altri paesi, segnerebbero la fine delle loro carriere mentre da noi vengono sempre più tollerati.
Questi personaggi non solo mantengono i loro posti di comando ma, dai loro scranni, profumatamente retribuiti, pontificano senza ritegno alcuno a destra e a manca evocando pretestuose persecuzioni ai loro danni e risibili giustificazioni per il loro operato.
Le industrie continuano a perdere posti di lavoro. Alcuni disoccupati, ma anche piccoli imprenditori che non ce la fanno più a proseguire la loro attività, trovano nel suicidio la soluzione delle loro disperazioni. Per contro, leggiamo che alcuni dirigenti industriali, che hanno contribuito al dissesto delle società che erano stati chiamati a dirigere, lasciano i loro incarichi con liquidazioni milionarie e trovano altre dorate sistemazioni con retribuzioni da capogiro.
Sono sulla bocca di tutti alcuni progetti di infrastrutture, che riguardano in particolare il trasporto ferroviario.
Senza entrare nel merito di quello che effettivamente sarà realizzato, comprendiamo il punto di vista di quelli che vedono in queste grandi opere un segno di progresso e una prospettiva di rilancio dell’economia, ma non possiamo trascurare anche l’opinione di quelli che, dati alla mano, ritengono che tali progetti non siano così prioritari come si vuole fare apparire, e sostengono che con le risorse che essi assorbono, si potrebbero assumere provvedimenti, quelli sì di primaria importanza, a favore delle fasce più deboli della società.
Ormai, sembra che poco più del cinquanta per cento dei cittadini senta il desiderio di andare ancora a votare; il restante della popolazione non si riconosce più nei nostri uomini politici, ed una piccolissima percentuale dichiara di avere fiducia nei partiti. Sono dati che ci preoccupano e ci amareggiano perché i Partigiani hanno combattuto, a costo di enormi sacrifici, per ridare al nostro Paese la libertà e il diritto di scegliere i propri governanti democraticamente attraverso le elezioni. In questo momento sembra che tutto venga messo in discussione. Questa situazione suona come un insulto ai Partigiani, alla Resistenza e alla Carta Costituzionale che vediamo in pericolo ma che, ancora una volta, vogliamo ostinarci a difendere.

Scarica qui tutto il volantino.

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