Collegio San Giorgio, continua la mostra fotografica
Sarà aperta sino al 6 maggio la mostra fotografica dedicata allo storico Collegio San Giorgio di Novi. Gli scatti sono di Elisabetta Goggi, novese, con una passione "genetica" per la fotografia. Collegato alla mostra c'è anche un volume presentato la scorsa settimana
Sarà aperta sino al 6 maggio la mostra fotografica dedicata allo storico Collegio San Giorgio di Novi. Gli scatti sono di Elisabetta Goggi, novese, con una passione "genetica" per la fotografia. Collegato alla mostra c'è anche un volume presentato la scorsa settimana
Fino a domenica 6 maggio, presso il Foyer del teatro Marenco di Novi Ligure (via Girardengo) sarà visitabile la mostra fotografica “San Giorgio”. II prestigioso e antico Collegio fu fondato all’inizio del secolo scorso da don Orione e destinato all’educazione e alla formazione di migliaia di allievi provenienti dalle zone del Basso Piemonte e della Liguria.
Le immagini realizzate da Elisabetta Goggi dopo la chiusura documentano lo stato di abbandono del nobile edificio di origini secentesche e contemporaneamente intendono sottolineare il vuoto che si è venuto a creare in città in ambito religioso, sociale e culturale. La precarietà delle strutture storiche e l’incertezza della sua destinazione fanno sì che sia importante mantenerne vivo il ricordo e l’interesse presso l’opinione pubblica. La mostra rimarrà aperta con i seguenti orari: festivi e prefestivi 16.30-19.00; domenica 10.00-12.00 e 16.30-19.00.
Con una passione “genetica” per la fotografia derivatale dal padre, Elisabetta Goggi ha realizzato i suoi primi scatti con una reflex. In principio si è occupata principalmente di reportage; dopo la laurea in storia dell’arte, e il dottorato di ricerca con una tesi sulla storia della fotografia, “Genova: l’idea di città attraverso dei fotografi tra la metà dell’Ottocento e gli inizi del Novecento”, ha seguito le lezioni di fotografia dell’Accademia Ligustica. Il primo premio al concorso “Acqua e Ferro” l’ha indirizzata verso le foto di archeologia industriale, agraria e urbana, senza però farle trascurare altri temi, come il paesaggio e i riflessi.