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Morta anche la moglie dell’uomo avvelenato
Non ce l'ha fatta la moglie di Luciano Pastorino, l'uomo che la scorsa settimana è morto a causa di un avvelenamento provocato dai bulbi di colchico, ingeriti da entrambi i coniugi lo scorso 25 aprile. La donna era rimasta in terapia intensiva per alcuni giorni, ma l'altra sera il veleno ha preso il sopravvento causando la morte.
Non ce l'ha fatta la moglie di Luciano Pastorino, l'uomo che la scorsa settimana è morto a causa di un avvelenamento provocato dai bulbi di colchico, ingeriti da entrambi i coniugi lo scorso 25 aprile. La donna era rimasta in terapia intensiva per alcuni giorni, ma l'altra sera il veleno ha preso il sopravvento causando la morte.
I bulbi velenosi sono costati la vita anche a Carla Calcagno, la moglie del pensionato di 65 anni, che giovedì scorso era morto intossicato dall’ingestione di radici di colchico. La donna, 61 anni, è deceduta nella tarda serata di domenica nel reparto di Terapia intensiva dell’ospedale San Giacomo di Novi, dopo alcini giorni di agonia.La coppia, lo scorso 25 aprile, aveva raccolto nei campi circostanti di Monterotondo di Gavi i bulbi, che con tutta probabilità sono stati scambiandoli per cipolle selvatiche commestibili. I coniugi, dopo averli raccolti, li avevano mangiati per cena. Nella notte, però, avevano cominciato ad avvertire malesseri diffusi e alla mattina sono stati trasportati al pronto soccorso.
Le condizioni di Luciano Pastorino sono subito peggiorate e l’uomo è deceduto poco dopo il ricovero. La moglie, che aveva ingerito una quantità minore di bulbi, è, invece, rimasta in terapia intensiva fino all’altra sera, quando il veleno non le ha lasciato più scampo.
Le analisi effettuate dal centro antiveleni dell’ospedale San Matteo di Pavia avevano subito fatto emergere la causa di avvelenamento dovuta al colchico, mentre ieri è stata eseguita l’autopsia sul corpo dell’uomo. L’indagine sulla moglie è prevista, invece, per venerdì. La data dei funerali dei coniugi non è ancora stata fissata.