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Terzo Valico: la Regione incontra i sindaci dell’Alessandrino
Cavallera: Il rischio per la salute deve essere zero. La legge regionale crea strumenti operativi per garantire i massimi livelli di sicurezza, di tutela ambientale e della salute e per favorire ricadute economiche sul territorio
Cavallera: Il rischio per la salute deve essere zero. La legge regionale crea strumenti operativi per garantire i massimi livelli di sicurezza, di tutela ambientale e della salute e per favorire ricadute economiche sul territorio
Nei giorni scorsi la Regione Piemonte ha incontrato un gruppo di sindaci della Valle Scrivia, della Valle Bormida e del Novese e la Provincia di Alessandria, interessati dalla realizzazione del Terzo Valico per definire l’applicazione della legge regionale 4/2011 che prevede misure a favore dei territori coinvolti. La legge non eroga contributi diretti ma crea strumenti operativi (comitato di pilotaggio, struttura di coordinamento tecnico operativa, comitati specifici competenti per ambiti territoriali o per materia) che, coinvolgendo gli enti interessati, la Regione, il commissario di Governo, il committente, seguono le varie fasi della progettazione e della realizzazione dell’opera e intervengono da un lato per garantire i massimi livelli di sicurezza e di tutela della salute e dell’ambiente, dall’altro per favorirne le ricadute positive sui territori dal punto di vista economico. Con l’assessore regionale ai Trasporti Barbara Bonino erano presenti al tavolo il commissario di Governo per il Terzo Valico Walter Lupi e il vicepresidente e assessore regionale alla Programmazione Territoriale Ugo Cavallera.
La numerosa rappresentanza di sindaci, assessori, consiglieri e tecnici dei Comuni, attraverso diversi interventi, ha espresso un generale apprezzamento per l’iniziativa assunta dalla Regione e ha evidenziato due ordini di esigenze fondamentali, che possono trovare risposta attraverso gli strumenti previsti dalla legge regionale 4/2011: il controllo puntuale e preventivo delle diverse fasi della realizzazione dell’opera al fine della tutela dell’ambiente e della pubblica salute e la messa in atto di tutti gli interventi che promuovano una ricaduta in termini di benefici economici sia nel corso della realizzazione dell’opera sia dopo.
È stato posto con particolare forza il problema per il basso alessandrino dello sviluppo del territorio attraverso la logistica, quale necessario indotto della realizzazione della nuova opera, per rendere anche credibili a fronte delle enormi risorse investite (circa 6 miliardi di euro) e dei disagi che comunque coinvolgono la popolazione, l’opportunità e la validità dell’intervento. I sindaci hanno infine fatto presente la necessità di una verifica delle opere compensative a suo tempo previste e di un loro aggiornamento alle attuali esigenze.
Il vicepresidente della Regione Ugo Cavallera, concludendo i lavori ha sottolineato il clima costruttivo dell’incontro che “sicuramente prelude nello svilupparsi delle varie fasi della realizzazione dell’opera ad uno scenario diverso rispetto ad altre analoghe vicende. Dobbiamo – ha affermato – con l’applicazione della legge regionale 4/2011 operare il massimo sforzo per conseguire due risultati: una ricaduta economica positiva e tangibile sul territorio e un attento controllo sulle varie fasi operative per evitare rischi per la salute e l’ ambiente. Se è inevitabile e sarà accettabile un certo livello di disturbo e di disagio per le popolazioni, il rischio per salute deve essere zero”. Il vicepresidente ha espresso infine la convinzione che “la Regione dopo le tante esperienze di bonifica e risanamento ambientale attuate in Piemonte ha le carte in regola e ha ormai acquisito gli strumenti normativi ed operativi per difendere l’ambiente e la salute dei cittadini anche a fronte di opere pubbliche complesse come questa”.