La Guardia di Finanza scopre lavoratori in nero e sottopagati
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Redazione - redazione@alessandrianews.it  
7 Giugno 2012
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La Guardia di Finanza scopre lavoratori in nero e sottopagati

Due imprenditori alessandrini denunciati per estorsione: obbligavano i lavoratori a una retribuzione inferiore rispetto a quanto dichiarato nella busta paga. Nel Novese scoperti 8 lavoratori in nero presso una struttura alberghiera

Due imprenditori alessandrini denunciati per estorsione: obbligavano i lavoratori a una retribuzione inferiore rispetto a quanto dichiarato nella busta paga. Nel Novese scoperti 8 lavoratori in nero presso una struttura alberghiera

I finanzieri della Compagnia della Guardia di Finanza di Alessandria hanno denunciato all’Autorità Giudiziaria due imprenditori alessandrini per il reato di estorsione. I due, responsabili legali di due imprese di autotrasporto, costringevano i propri dipendenti, sotto la “minaccia” della perdita del posto di lavoro, ad accettare la corresponsione di trattamenti retributivi inferiori, dal 25 al 40 per cento in meno, di quanto invece esposto nella relativa busta paga mensile. In tal modo, gli imprenditori riuscivano a ridurre illecitamente anche il carico fiscale, evidenziando dei costi solo parzialmente sostenuti. I due sono stati pertanto segnalati alla Procura della Repubblica di Alessandria per il reato di dichiarazione fraudolenta mediante l’uso di documenti per operazioni inesistenti ai sensi dell’art. 2 del decreto legislativo 74 del 2000 che disciplina i reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto.

Nell’ambito dell’attività di contrasto al lavoro “in nero” e irregolare, i militari della Compagnia Guardia di Finanza di Novi Ligure hanno recentemente concluso una serie di accertamenti che hanno consentito di scoprire diversi lavoratori “in nero” presso un albergo-ristorante nel territorio novese. Nel corso di un controllo, i finanzieri hanno trovato all’interno dei locali della struttura ricettiva 11 lavoratori, chef, cuochi, camerieri, maître, addetti alle pulizie, in occasione di un ricevimento organizzato dall’azienda: quasi tutti hanno dichiarato di essere stati assunti con contratti del tipo “a chiamata”. Dai successivi accertamenti è emerso che solo alcuni di questi lavoratori erano effettivamente in regola: ben 8 di loro, infatti, lavoravano senza contratto, gli altri risultavano invece dipendenti di altre imprese, come poi accertato attraverso una serie di riscontri effettuati presso aziende terze individuate. Una lavoratrice di queste, di nazionalità straniera, non era in regola con il permesso di soggiorno. Per gli 8 lavoratori in “nero” è stato appurato che presso il Centro per l’impiego non era stata presentata, prima dell’inizio del rapporto di lavoro, la prevista comunicazione di assunzione, così come impone la normativa di settore. Al Centro, infatti, le comunicazioni di inizio attività lavorativa di 8 lavoratori sono giunte solo successivamente all’intervento delle Fiamme Gialle, con un ritardo di almeno quattro giorni rispetto al previsto. Il datore di lavoro rischia sanzioni fino a quasi 100.000 euro. Infatti, per ogni lavoratore non regolarmente assunto la legge prevede una sanzione amministrativa da 1.500 a 12.000 euro, alla quale si sommano 150 euro per ogni giornata lavorativa prestata “in nero”.

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