Novi compatta: “no alla chiusura degli impianti di Taranto”
Scoppiato il caso a Taranto, i dipendenti novesi temono per lo "stop" anche della sede locale. Il Consiglio comunale oggi redigerà un documento da inviare a Roma, all'attenzione del Governo. Oltre 300 in corteo. Approvato un documento per chiedere che non venga fermata la produzione a Taranto
Scoppiato il caso a Taranto, i dipendenti novesi temono per lo "stop" anche della sede locale. Il Consiglio comunale oggi redigerà un documento da inviare a Roma, all'attenzione del Governo. Oltre 300 in corteo. Approvato un documento per chiedere che non venga fermata la produzione a Taranto
17:00 Lavoratori e Comune chiedono di non fermare la produzioneE’ da poco terminato l’incontro in Comune promosso dall’amministrazione di Novi Ligure su richiesta di una delegazione di lavoratori dell’Ilva di Novi. Al termine della riunione, alla quale hanno partecipato le rsu e i capogruppo in consiglio comunale, è stato approvato un documento in cui si chiede “al Governo che siano presi urgentemente tutti i provvedimenti necessari per l’applicazione del protocollo d’intesa sopra citato e per salvaguardare l’occupazione, consapevoli che il tema della salute non può essere messo in alternativa ai posti di lavoro e viceversa, certi che si possano trovare le soluzioni adeguate, temporanee e definitive, per la soluzione dei problemi”.
12:30 I lavoratori ricevuti dal sindaco. Oltre 300 in corteo
Circa 300 lavoratori dell’Ilva si sono riuniti questa mattina davanti alla stazione ferroviaria di Novi. Una delegazione è stata ricevuta dal sindaco Lorenzo Robbiano che ha espresso viva preoccupazione per il rischio del fermo impianti a Taranto. Oggi pomeriggio i capigruppo delle forze rappresentate in consiglio comunale insieme alle rappresentanze sindacali si troveranno nuovamente per redigere un documento congiunto da inviare a Roma, all’attenzione del Governo, per ribadire come la sospensione delle acciaierie Ilva a Taranto avrebbe ripercussioni pesantissime per tutto il comparto in Italia.
Le tensioni scatenate dalla notizia del sequestro dello stabilimento di Taranto per i provvedimento scattati nel corso dell’inchiesta per disastro ambientale, si allargano a macchia d’olio.
E così come a Taranto e a Genova, anche gli operai dello stabilimento locale scenderanno oggi in piazza per manifestare le loro preoccupazioni sul sequestro degli impianti e sulle ricadute occupazionali. Il fermo dello stabilimento di Taranto, infatti, potrebbe causare lo stop anche di quello novese in una ventina di giorni, considerato che l’impianto pugliese costituisce uno la principale fonte di approvvigionamento per la materia prima.
Il presidio inizierà alle 9.30 davanti alla stazione ferroviaria, per poi spostarsi davanti al Palazzo Comunale dove i lavoratori intendo incontrare il sindaco Lorenzo Robbiano.
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