La Trinità perde i pezzi
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Marzia Persi - novionline@novionline.net  
9 Agosto 2012
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La Trinità perde i pezzi

Cadono a terra alcuni pezzi di intonaco dall'antico oratorio. La Trinità è interessata da un recupero che dura diversi anni al termine del quale diventerà un auditorium con diverse sale espositive

Cadono a terra alcuni pezzi di intonaco dall'antico oratorio. La Trinità è interessata da un recupero che dura diversi anni al termine del quale diventerà un auditorium con diverse sale espositive

Riaperto al transito veicolare e pedonale il primo tratto di via Cavanna, chiuso fino a ieri per motivi di sicurezza dal momento che sono caduti a terrea alcuni pezzi di intonaco dell’antico oratorio della Trinità a Novi Ligure.
Il recupero della Trinità ormai dura da diversi anni. Il primo lotto di lavori, terminato nell’ormai lontano 2006, comprendeva la messa a punto degli impianti elettrico e di riscaldamento e la sistemazione delle strutture murarie lato via Gramsci. Restano da restaurare gli interni e il fronte lato via Cavanna. Una volta terminata la riqualificazione la Trinità diventerà auditorium con diverse sale espositive. L’amministrazione comunale non esclude che l’oratorio possa ospitare un’area museale vera e propria.
Durante i primi interventi sono state ritrovate delle documentazioni iconografiche risalenti al XV secolo.
I ritrovamenti sono presenti nella controfacciata e sulla scala che porta all’organo. Queste documentazioni iconografiche, insieme a quelle dell’oratorio della Maddalena di via Abba, sono di estrema importanza in quanto documentano gli assetti decorativi antecedenti il Concilio di Trento. Risale, infatti, alla fine del 1400 la nascita della chiesa che, secondo un manoscritto conservato presso l’archivio capitolare della chiesa Collegiata, sarebbe stata edificata per dare alloggio ai pellegrini. Nel 1513 è attestata, invece, l’opera di Franceschino Boxilio per l’esecuzione dell’ancona dell’altar maggiore, successivamente, ai primi del 1600 vengono ultimati la sacrestia, l’altar maggiore e l’altare di San Carlo Borromeo.

 

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