Rifiuti: si guarda ad una nuova struttura interprovinciale
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Marzia Persi - novionline@novionline.net  
9 Agosto 2012
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Rifiuti: si guarda ad una nuova struttura interprovinciale

A settembre 2013 verrà smantellato il Csr a causa della legge regionale che prevede, al posto dei consorzi, l'istituzione di un'unica struttura che accorperà le province di Alessandria e Asti. Soro: "Un progetto molto ambizioso per migliorare la gestione integrata dei rifiuti"

A settembre 2013 verrà smantellato il Csr a causa della legge regionale che prevede, al posto dei consorzi, l'istituzione di un'unica struttura che accorperà le province di Alessandria e Asti. Soro: "Un progetto molto ambizioso per migliorare la gestione integrata dei rifiuti"

Entro un anno, ovvero a settembre 2013, verrà smantellato il Csr (consorzio servizio rifiuti di novese, ovadese, tortonese). A decretarlo è una legge regionale che prevede al posto dei consorzi l’istituzione di una nuova ed unica struttura a livello interprovinciale che accorperà la provincia di Alessandria con quella di Asti.
“Sono in corso riunioni – spiega Oreste Soro, presidente del Csr – a livello provinciale e regionale per definire i percorsi per arrivare alla costituzione di questi organismi. A settembre la Regione metterà a punto, tramite un documento ad hoc, i regolamenti costituenti delle nuove strutture”. Si tratterà di una struttura riservata ai sindaci o loro delegati e alla provincia, questi soggetti dovranno gestire tutto il sistema integrato dei rifiuti.
“Si sta lavorando molto con la provincia – prosegue Soro che non nasconde una certa preoccupazione – anche su decisione dell’assemblea dell’Ato (della quale è referente sempre Oreste Soro ndr), per affrontare nel modo migliore i temi che riguardano la gestione dei rifiuti col proponimento di creare condizioni tali da consentire al nuovo organismo direzionale di gestire al meglio una situazione così centralizzata”.
Aggiunge Soro: “Non è un caso che nell’ultima riunione in provincia tenutasi nei giorni scorsi, presenti anche gli artigiani, si sia costituito un comitato tecnico per prendere in esame la situazione impiantistica delle due province per mettere a punto un sistema integrato fra gli stessi impianti presenti sul territorio per razionalizzare e utilizzare tali strutture al massimo”. Gli obiettivi sono principalmente due. Il primo riguarda l’utilizzo degli impianti non solo più a livello territoriale ma più ad ampio raggio “questo significa abbattere i costi – sottolinea Soro – e migliorare la gestione integrata dei rifiuti. Il secondo obiettivo è relativo ai costi. Questa operazione consente di contenerli attraverso la tariffa unica, prevista dalla Regione. L’obiettivo è molto ambizioso stante la situazione di forti differenze tra consorzio e consorzio, provincia e provincia, per tanto occorrerà studiare attentamente il problema per salvaguardare chi fino ad oggi ha avuto capacità gestionali e bilanci a posto”.
Il progetto di integrazione fra gli impianti dovrà passare attraverso l’assemblea dei consorzi per ottenere l’ok e nel contempo cogliere tutte le istanze provenienti dai vari territori.
“Ci aspetta, nei prossimi mesi, un lavoro molto lungo e pesante nella speranza di trovare consenso da parte dei sindaci, ad oggi, purtroppo – puntualizza Soro – constato un certo distacco tra l’impostazione e i contenuti della legge e l’interesse da parte dei Comuni. A chi diceva che i consorzi non servivano più oggi constatiamo che tutto il processo di trasformazione e passaggio verso la nuova legge pesa proprio interamente su provincia e consorzi».

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