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Cinghiale ucciso a badilate, indagine in corso
Lepisodio accaduto in Val Borbera nei giorni scorsi. Questa volta, però, è scattata una denuncia e sarà aperta uninchiesta. I responsabili rischiano da tre mesi a diciotto mesi di reclusione. In forte aumento i casi di bracconaggio
L?episodio accaduto in Val Borbera nei giorni scorsi. Questa volta, però, è scattata una denuncia e sarà aperta un?inchiesta. I responsabili rischiano da tre mesi a diciotto mesi di reclusione. In forte aumento i casi di bracconaggio
Rischiano la resclusione da tre a diciotto mesi due bracconieri a Mongiardino Ligure. E’ stata infatti aperta un’inchiesta per fare luce su un caso di uccisione di animali “senza necessità” in alta Val Borbera. L’episodio si sarebbe verificato qualche giorno fa nei boschi nel territorio del comune valborberino, dove alcuni bracconieri avevano posizionato dei lacci (una pratica illegale). Dopo aver quindi catturato l’animale in un periodo in cui la ciaccia è vietata, avrebbero poi finito l’animale a colpi di badile. Questa volta, però, è partita una denuncia ed è stata pertanto aperta un’inchiesta che ha portato all’individuazione dei possibili autori del reato di bracconaggio e di violazione dell’articolo 544 bis del codice penale. Si tratterebbe di due uomini del posto che ora rischiano di vedersi incriminare.
Secondo il testo di legge del 2004 “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi” e commette, quindi, un reato.
Purtroppo le pratiche di caccia illegale sembrano in aumento nell’ultimo periodo. Sempre più spesso chi frequenta i boschi per passeggiate o escursioni nota i cosiddetti lacci, utilizzati per la cattura di animali come caprioli e cinghiali. In alcuni casi vengono individuati e rimossi. Secondo gli abitanti della zona «il problema nasce da una presenza sempre meno costante delle guardie Forestali e delle guardie zoofile Provinciali». Il territorio della val Borbera è, infatti, piuttosto vasto e i controlli, a causa della mancanza di risorse e nonostante l’impegno degli agenti, è sempre più difficile. Ciò non ha impedito, tuttavia, alle guardie di condurre le indagini sul caso di bracconaggio in pochi giorni, che ha portato all’individuazione dei presunti responsabili e alla loro denuncia.