I No Tav in marcia, Cociv cerca il dialogo con le istituzioni
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Redazione - redazione@alessandrianews.it  
1 Ottobre 2012
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I No Tav in marcia, Cociv cerca il dialogo con le istituzioni

Tutto pronto dal fronte No Tav per la marcia da Serravalle ad Arquata prevista per sabato 6 ottobre. Cociv intanto sta lavorando al progetto definitivo e dopo la “strigliata” del prefetto ha inaugurato la via del dialogo con le istituzioni

Tutto pronto dal fronte No Tav per la marcia da Serravalle ad Arquata prevista per sabato 6 ottobre. Cociv intanto sta lavorando al progetto definitivo e dopo la “strigliata” del prefetto ha inaugurato la via del dialogo con le istituzioni

L’appuntamento è per il 6 ottobre alle 14, a Serravalle Scrivia, per la marcia No Tav. I manifestanti raggiungeranno a piedi Arquata Scrivia, uno dei centri che risentiranno maggiormente dell’impatto dei lavori per la linea alta velocità Genova – Milano. Un’opera di oltre 6 miliari di euro di cui, al momento, sono finanziati solo i primi due lotti. I comitati No Tav contano di superare la mobilitazione che ci fu nel 2006, con la prima marcia, e quella dello scorso maggio ad Arquata Scrivia. Lo scenario, in pochi mesi, è però cambiato. A luglio il fronte No Tav affrontava (e respingeva) il tentativo maldestro di Cociv, il consorzio di imprese guidato da Impregilo nato per la progettazione e realizzazione dell’opera, di dare esecuzione ai primi espropri a Libarna, Arquata e Gavi. Oggi Cociv, anche dopo l’intervento del prefetto, ha mutato atteggiamento ed ha già incontrato, partendo dal comune di Voltaggio, i proprietari soggetti ad esproprio per trovare un accordo.
Nei prossimi giorni potrebbero essere contattati i residenti a Libarna, quelli che tra giugno e luglio furono il cuore e il motore della protesta.
I comitati contrari alla realizzazione dell’opera procedono nella loro azione di protesta pacifica e si pongono come obiettivo finale quello di “fermare l’opera”. Vedremo se il mutato atteggiamento di Cociv avrà fatto cambiare idea agli attivisti, almeno a quelli sotto esproprio forse meno convinti, ma sicuramente più coinvolti sul piano personale.
Anche il sindaco simbolo No Tav conferma che “abbiamo avuto diversi contatti con Cociv in questi giorni. Hanno eseguito dei sondaggi e ci hanno fornito parte del progetto esecutivo”. Parte ma non tutto. Mancherebbero ancora i punti più delicati, quelli relativi alle fonte idriche di Sottovalle e Rigoroso che rischiano di essere compromesse dall’opera. Ma, rispetto ad una assenza totale di dialogo e di interlocutori, “oggi almeno sappiamo con chi parlare”.
Il sede provinciale, invece, è stato costituito l’osservatorio permanente (diverso da quello ministeriale) ma non è dato sapere se si è già riunito. Fino a quando non sarà presentato il progetto definitivo, che potrebbe essere terminato entro fine anno, c’è il rischio che si discuta sul nulla.
In attesa della marcia, il comitato di Novi si incontra domani, martedì 2 ottobre, nella sala Foral di via Carducci, alle 21.
 
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