Scotto: “anche al centro destra serve un (o una) Renzi”
Di mestiere non ha mai fatto il politico, ma lingegnere. A settembre ha lasciato il ruolo di coordinatore del Pdl novese sbattendo la porta e invocando un profondo rinnovamento con primarie tra gli iscritti a tutti i livelli, dal comune al Parlamento
Di mestiere non ha mai fatto il politico, ma lingegnere. A settembre ha lasciato il ruolo di coordinatore del Pdl novese sbattendo la porta e invocando un profondo rinnovamento con primarie tra gli iscritti a tutti i livelli, dal comune al Parlamento
“Un politico di mestiere non lo sono mai stato, e non lo sarò mai. Mi guadagno da vivere come ingegnere chimico, per fortuna. Ma dopo un periodo di decompressione dedicato all’associazione “Amici del Forte” di Gavi credo che tornerò ad occuparmi anche di politica: moderato e determinato, come sempre”. Andrea Scotto, 38 enne è stato coordinatore del Pdl di Novi Ligure per un anno e mezzo, più o meno. Se ne è andato sbattendo la porta, ai primi di settembre. E a qualcuno è parso di scorgere in quelle dimissioni un altro segno di cedimento di una generazione, quella dei quarantenni di oggi, assai meno combattiva dell’inossidabile “vecchia guardia”, per nulla intenzionata a cedere il passo. Una storia, quella del “non politico” Scotto, che può sembrare per certi versi emblematica, e non solo sul fronte del centro destra.
Ingegnere, che ha combinato? Ha gettato la spugna, e nessuno le ha chiesto di ripensarci….
Non sarebbe servito. La decisione di dimettermi da coordinatore del Pdl novese, e anche da membro del direttivo, era irrevocabile. Mica sono uno che fa i giochetti da politico consumato. E poi ho origini irlandesi: testa dura e tenacia non mi mancano.
Ma al Pdl è ancora iscritto?
Per ora sì….(sorride, ndr). E quando mi sono dimesso dai miei incarichi ho anche ricevuto, in privato, numerosi attestati di stima e solidarietà da parte di esponenti del partito. In pubblico, però, si è esposto solo Emanuele Locci, (nella foto sotto con l’onorevole Meloni) consigliere comunale alessandrino impegnato in una coraggiosa battaglia per il rinnovamento del Pdl.

Io sono monogamo, e innamorato da sempre solo di Silvia, che è mia moglie. Certamente in Berlusconi ho creduto, come milioni di italiani. Ma sono un moderato: in politica sono più attratto dai ragionamenti, e dalla verifica dei risultati, che dai colpi di fulmine. A livello locale, in anni assai più recenti, a chiedermi comunque un impegno attivo nel Pdl novese fu Bruno Ferretti, dopo la sconfitta elettorale alle comunali del 2009.
Tra gli iscritti della sezione di Novi ci sono anche due figure di primo piano come l’onorevole Repetti (che è segretario provinciale) e il senatore Bondi. Come hanno commentato le sue recenti dimissioni?
Con loro il rapporto è sempre stato improntato al rispetto e alla trasparenza. Nessuna pressione quando ero segretario, e una lunga, piacevole conversazione quando ho deciso di dimettermi. Ho anche detto al senatore Bondi che ben comprendo cosa ha provato quando se ne è andato da Ministro dei Beni e delle Attività culturali perché non lo lasciavano lavorare. Direi che le mie dimissioni se le aspettavano, e sapevano che erano irrevocabili.
Ha vissuto il gesto come una sua sconfitta personale, della sua generazione o che altro?
Le mie dimissioni sono state semplicemente un modo per denunciare il mancato rispetto delle regole e della trasparenza: un partito serio non se lo può permettere, soprattutto in questa fase di scandali e comprensibile amarezza e sfiducia degli italiani verso la politica. Ho posto a lungo il problema del congresso comunale del Pdl, mai convocato dal 2009 ad oggi. Mi hanno ignorato.
Lei ha anche segnalato l’anomalia dell’associazione Novisiamo, che si appresterebbe secondo lei a presentarsi come lista civica alle elezioni comunali del 2014. Ne fanno parte diversi esponenti della vecchia guardia del centro destra, e non solo…
Chiamiamola con il suo nome, lista Chessa. Quello è lo strumento con cui il senatore, spalleggiato da alcuni vecchi amici, si appresta a fare il candidato sindaco a Novi. A mio avviso il Pdl non doveva accettare un’operazione di questo tipo, e gestita in questo modo, senza dibattito e trasparenza.
Il senatore Chessa è uomo di dialogo: ha provato a discuterne con lui?
Uomo di dialogo? Io ho provato a salutarlo un paio di volte in incontri ufficiali del partito, e si è rifiutato di stringermi la mano. Evidentemente non me ne ritiene degno. Ma siamo onesti: Chessa sarebbe il miglior candidato sindaco possibile…per il Pd! Per la serie “ti piace vincere facile?”, come diceva una pubblicità del “gratta e vinci”.
E con il nuovo segretario cittadino del Pdl, Costanzo Cuccuru, che rapporti ha?
Non ho nessun motivo di risentimento personale, sia chiaro. Ma Cuccuru è stato nominato, non eletto. Serve a riempire una casella vuota, e arriva direttamente dagli anni Novanta, quando fu assessore di una giunta di centro sinistra. Devo aggiungere altro?
Insomma Scotto, lei sta dicendo che nel centro destra novese il vecchio avanza, e il nuovo va a casa?
Quel che sta succedendo, non solo a Novi, e non solo nel centro destra, è sotto gli occhi di tutti. Le prossime politiche di primavera saranno la cartina di tornasole: se si ripresenta la vecchia guardia (ma ripeto: non solo nel Pdl, o comunque si chiamerà), siamo fritti, e gli italiani andranno altrove. Io sarei per regolari congressi, e primarie fra gli iscritti a tutti i livelli: finora hanno sempre deciso tutto le oligarchie, per conservare se stesse. La mia esperienza è stata piccola, ma significativa: segretario cittadino per un anno e mezzo, mi sono subito trovato “schiacciato” tra Stradella e Cavallera che, sulle elezioni comunali a Gavi, avevano posizioni opposte, mentre Chessa e i suoi amici cercavano di farmi il vuoto attorno. Nonostante questo, dico che è stata una bella esperienza, e che nel Pdl, a Novi, ci sono tante persone perbene e oneste, che meriterebbero una svolta vera. La città ne ha un bisogno urgente.
Ora mica sosterrà la solita litania dell’ultima Stalingrado d’Italia, vero?
Ma quale Stalingrado…Novi è il Titanic, dove tutti continuano a ballare il valzer delle candele, mentre l’iceberg è a poche decine di metri. Qui il centro sinistra ha sempre gestito il potere, ma mai governato il territorio pensando al futuro.
Giudizio pesante: ma guardi che altrove (Alessandria ad esempio) la situazione pare assai peggiore. Non le piace neanche Marubbi, che da un po’ sta agitando le acque dall’altra parte?
Marubbi ha posizioni politiche diverse dalle mie, ma porta avanti una richiesta di cambiamento che condivido. E’ più fortunato di me però: almeno lui un Renzi di riferimento a livello nazionale ce l’ha. Io ancora sto aspettando che, sul fronte moderato, questa figura capace di dare un segnale di svolta emerga: magari anche una Renzi, perché no…
Ingegner Scotto, non è che lei alla fine in primavera finirà col votare Grillo?
Prima di tutto dico no all’astensionismo: ho troppo rispetto per chi, dal Risorgimento in poi, ha perso la vita per darci la libertà di esprimerci, di scegliere. In più resto un moderato. Detto questo, andrò a spulciarmi uno per uno i nomi dei candidati, dei listini o di quel che ci sarà. E valuterò in base alla credibilità delle persone, senza dare nulla per scontato.