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Tre Colli, accordo per cassa in deroga e mobilità volontaria
Trovato l'accordo per evitare i licenziamenti alla Tre Colli. Dopo una lunga trattativa i sindacati e l'azienda hanno trovato una via d'intesa. "Mobilità solo su base volontaria, con un incentivo di 18 mila euro per l'uscita, e ad un massimo di quindici persone. Per altri quaranta si prevede il ricorso alla cassa interazione in deroga, sostenuta dalla Regione"
Trovato l'accordo per evitare i licenziamenti alla Tre Colli. Dopo una lunga trattativa i sindacati e l'azienda hanno trovato una via d'intesa. "Mobilità solo su base volontaria, con un incentivo di 18 mila euro per l'uscita, e ad un massimo di quindici persone. Per altri quaranta si prevede il ricorso alla cassa interazione in deroga, sostenuta dalla Regione"
CARROSIO – Trovato l’accordo per evitare i licenziamenti alla Tre Colli. Dopo una lunga trattativa, sfociata nella protesta di tre operai che avevano occupato un silos all’interno dello stabilimento di Carrosio, rifiutandosi di scendere, ieri in un tavolo regionale i sindacati e l’azienda hanno trovato una via d’intesa. “Abbiamo definito che la mobilità sarà applicata solo su base volontaria , con un incentivo di 18 mila euro per l’uscita, e ad un massimo di quindici persone. Per altri quaranta si prevede il ricorso alla cassa interazione in deroga, sostenuta dalla Regione”, spiega il rappresentante della Cgil Massimiliano Coliandro.Una ventina di dipendenti del settore manufatti, quello che maggiormente sta accusando la crisi, hanno già utilizzato la cassa integrazione ordinaria e straordinaria. Restava solo la possibilità di applicare quella in deroga che però dipende dalla disponibilità della Regione. “Se dovessimo rientrare in questo ammortizzatore sociale, potremmo riuscire a coprire un tempo ragionevolmente lungo perchè, dopo i 12 mesi di cassa in deroga, si potrebbe ricorrere rientrare in quella ordinaria l’anno successivo”, spiega il sindacalista. Ovviamente la speranza è che, nel frattempo, dal mercato arrivino segnali di ripresa e che tutti i dipendenti possano tornare a lavorare.
“Non possiamo che essere lieti dell’accordo – dice ancora – resta il rammarico di averci portato alle lunghe la trattativa, quando la proposta l’avevamo avanzata già da tempo”. Il punto saliente dell’accordo è che “non ci saranno licenziamenti” e che la mobilità “si aprirà solo su base volontaria”. L’azienda aveva già iniziato a valutare alcune posizioni che potrebbero essere interessate a lasciare il posto di lavoro dietro un incentivo economico. Oggi le rappresentanze sindacali interne spiegheranno in assemblea i termini dell’accordo siglato al tavolo regionale, dopo il fallimento di quello provinciale. I sindacati si dicono “tranquilli” ed ottimisti del fatto che gli operai accoglieranno positivamente le novità: “questo era quanto stabilito durante le ultime assemblee e noi abbiamo tenuto fede al mandato che i lavoratori ci hanno conferito”.
“Non possiamo che essere lieti dell’accordo – dice ancora – resta il rammarico di averci portato alle lunghe la trattativa, quando la proposta l’avevamo avanzata già da tempo”. Il punto saliente dell’accordo è che “non ci saranno licenziamenti” e che la mobilità “si aprirà solo su base volontaria”. L’azienda aveva già iniziato a valutare alcune posizioni che potrebbero essere interessate a lasciare il posto di lavoro dietro un incentivo economico. Oggi le rappresentanze sindacali interne spiegheranno in assemblea i termini dell’accordo siglato al tavolo regionale, dopo il fallimento di quello provinciale. I sindacati si dicono “tranquilli” ed ottimisti del fatto che gli operai accoglieranno positivamente le novità: “questo era quanto stabilito durante le ultime assemblee e noi abbiamo tenuto fede al mandato che i lavoratori ci hanno conferito”.