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“Novi e Genova tentano di sopravvivere”
Dopo le parole del segretario Uilm di Taranto sulle intenzioni del gruppo Riva di chiudere gli stabilimenti di Novi e Genova, in città sale l'attesa per l'approvazione del decreto a metà della prossima settimana. Ma Fiom assicura: si sta trattando per resistere anche senza ricorso alla cassa integrazione
Dopo le parole del segretario Uilm di Taranto sulle intenzioni del gruppo Riva di chiudere gli stabilimenti di Novi e Genova, in città sale l'attesa per l'approvazione del decreto a metà della prossima settimana. Ma Fiom assicura: ?si sta trattando per resistere anche senza ricorso alla cassa integrazione?
“L’azienda a Novi e Genova sta trattando per sopravvivere anche senza ricorso alla cassa integrazione. Da gennaio, poi, dovrebbero arrivare nuovamente i rotoli di acciaio per le lavorazioni per riprendere la produzione”. Massimiliano Repetto di Fiom Cgil tenta di stemperare la tensione che, inevitabilmente si respira nello stabilimento Ilva di strada Boscomarengo. Le dichiarazioni del segretario pugliese dell Uilm, che parlava di “chiusura imminente dei siti di Genova e Novi” non le ha neppure prese in considerazione. “Stiamo procedendo con le commesse, sebbene un po’ a singhiozzo. In questo momento non ci sono né contratti di solidarietà né cassa integrazione, ammortizzatori che, se sarà necessario, potranno essere utilizzati in seguito. A gennaio, inoltre, dovrebbero arrivare da Taranto i primi rotoli che provengono dagli impianti che non sono sotto sequestro”, spiega.
E’ possibile, addirittura, che “non si faccia la consueta fermata di dieci giorni per Natale” poiché ci sono commesse da portare a termine.
Si guarda però con apprensione a Roma dove a metà della prossima settimana dovrebbe essere discusso in aula per l’approvazione il cosiddetto decreto salva Ilva. “Sarà quella la vera chiave di volta per capire il nostro futuro”, dice il rappresentante sindacale.