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Lite aperta tra il Comune e l’ex sindaco?
Potrebbe aprirsi una lite legale tra lex sindaco di Arquata Morando e lamministrazione comunale a proposito della sentenza della Corte dei Conti che ha condannato in primo grado lex vicesindaco Tamburini e lex tecnico comunale Norando per lerronea applicazione delle tariffe stabilite per la monetizzazione delle aree destinate a standard urbanistici.
Potrebbe aprirsi una lite legale tra lex sindaco di Arquata Morando e lamministrazione comunale a proposito della sentenza della Corte dei Conti che ha condannato in primo grado lex vicesindaco Tamburini e lex tecnico comunale Norando per lerronea applicazione delle tariffe stabilite per la monetizzazione delle aree destinate a standard urbanistici.
ARQUATA SCRIVIA – Potrebbe aprirsi una lite legale tra l’ex sindaco di Arquata Maria Grazia Morando (nella foto) e l’amministrazione comunale a proposito della sentenza della Corte dei Conti che la scorsa primavera ha condannato in primo grado l’ex vicesindaco Roberto Tamburini e l’ex tecnico comunale Eleonora Norando per l’erronea applicazione delle tariffe stabilite per la monetizzazione delle aree destinate a standard urbanistici, tariffe troppo basse che avrebbero danneggiato le casse comunali. I due sono stati condannati a pagare 57 mila euro e 38 mila euro al Comune, 95 mila euro in totale. Morando è stata invece prosciolta e il Comune condannato a pagarle le spese legali (alcune migliaia di euro).
“Benché siano trascorsi più di sei mesi dalla sentenza, con la quale è stato stabilito il pieno riconoscimento della correttezza del mio operato – spiega l’ex assessore provinciale – l’ente non ha ancora provveduto alla liquidazione né ha risposto alle richieste di chiarimenti; potrei essere costretta, mio malgrado, a far valere tale diritto in sede giudiziale”.
Spiega il vicesindaco Franco Bisignano: “Mi risulta che il Consigliere Morando abbia presentato al Comune una richiesta di pagamento maggiore di quella indicata nella sentenza. So solo che la pratica è comunque in mano all’ufficio tributi”. Il Comune ha finora solo incassato la cifra addebitata alla Norando. Tamburini, avendo presentato appello, non ha dovuto versare i 57 mila euro.
La vicenda è partita da un esposto del Comune alla Corte dei conti nel quale si segnalava la presunta anomalia delle tariffe legale agli standard urbanistici. I giudici hanno poi individuato Morando, Tamburini e Norando ordinando al Comune la loro messa in mora in attesa della sentenza.