Terre del Giarolo, i sindaci dicono basta alla Comunità Montana
I sindaci della zona dicono stop alla Comunità Montana Terre del Giarolo. Al suo posto nasceranno "nuovi soggetti". La decisione è stata presa l'altra sera nel corso di un incontro che si è tenuto in Val Curone, al quale ha partecipato anche il sindaco di Vignole
I sindaci della zona dicono stop alla Comunità Montana Terre del Giarolo. Al suo posto nasceranno "nuovi soggetti". La decisione è stata presa l'altra sera nel corso di un incontro che si è tenuto in Val Curone, al quale ha partecipato anche il sindaco di Vignole
VIGNOLE BORBERA – I sindaci hanno detto stop alla Comunità montana Terre del Giarolo. Al suo posto nasceranno due nuovi “soggetti”.
Nell’incontro dell’altra sera al Golf & Country di Momperone, in Val Curone è stato decisa dalla maggioranza (16 primi cittadini) di creare un’Unione montana, quindi un nuovo ente con un presidente, un Consiglio e dei dipendenti per la gestione delle funzioni, mentre altri dieci Comuni (Brignano Frascata, Casasco, Cerreto Grue, Fabbrica Curone, Gremiasco, Momperone, Montemarzino, Montacuto, Pozzol Groppo e Montegioco) porteranno avanti il progetto di semplice convenzione delle funzioni, come annunciato. A loro si aggregheranno anche Casalnoceto, che sarà capofila, e Isola Sant’Antonio. Probabile anche l’ingresso di Monleale, che a Momperone ha votato a favore della convenzione.
Nell’Unione montana andranno quindi i Comuni della Val Borbera (Stazzano, Vignole, Borghetto, Grondona, Cantalupo, Albera, Cabella, Carrega, Mongiardino), della Val Curone rimasti fuori dalle convenzioni (San Sebastiano, Berzano, Dernice), parte della Val Grue (Garbagna, Avolasca) con Costa Vescovato e Castellania. Da definire le posizioni di Volpeglino, Rocchetta e Roccaforte, assenti nell’incontro dell’altra sera.
Sarà creata un’Unione in base alla proposta di Dernice: un ente con zone omogenee differenti e convenzioni fra i Comuni a seconda della zona di appartenenza. Resta l’incognita di Berzano: non avendo continuità territoriale con la futura Unione non potrà farne parte. “Per la Terre del Giarolo – dice il sindaco di Carrega, Guido Gozzano – da gennaio arriverà un commissario che avrà tre mesi per stabilire cosa fare dei dipendenti e dei mutui”.
Non mancano i dubbi. Giuseppe Teti, sindaco di Vignole: “Dopo il 27 dicembre avremo due mesi per redigere lo statuto dell’ente ma serve chiarezza sulla suddivisione dei costi dei servizi associati, se in base alla popolazione (e allora il mio Comune dovrà avere in proporzione a quanto paga) oppure in base a ogni singolo Comune. L’Unione, inoltre, avrà solo 9 consiglieri, ciò vuol dire che 11 Comuni non saranno rappresentati”. Alcuni sindaci dell’alta Val Borbera, ricorda ancora Teti, temono di perdere la montanità e quindi gli eventuali fondi: “Nessuno vuole togliere soldi ai Comuni realmente montani ma è chiaro che se arriveranno dei contributi non dovranno andare certo al Parco Avventura ma piuttosto alle scuole e ai servizi. C’è poi il nodo dei fondi per pagare il personale dell’Unione: si parla di centraline per ricavare i soldi ma arriveranno forse ma 3-4 anni mentre fra qualche mese dovremo pagare i dipendenti”.
Come è avvenuto per la Comunità Appennino Aleramico Obertengo, anche per la Terre del Giarolo l’accorpamento tra Curone e Borbera imposto dalla Regione si è rivelato un fallimento.