Gavi, rischio dissesto per il Comune
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Giampiero Carbone - g.carbone@ilnovese.info  
20 Dicembre 2012
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Gavi, rischio dissesto per il Comune

Rischio dissesto per il Comune di Gavi a causa dei tagli ai trasferimenti statali. A sostenerlo è la giunta comunale, che ha incaricato i legali dell'Anci a presentare ricorso contro due provvedimenti pubblicati ad ottobre dal Ministero delle Finanze e dell'Interno

Rischio dissesto per il Comune di Gavi a causa dei tagli ai trasferimenti statali. A sostenerlo è la giunta comunale, che ha incaricato i legali dell'Anci a presentare ricorso contro due provvedimenti pubblicati ad ottobre dal Ministero delle Finanze e dell'Interno

GAVI – Rischio dissesto per il Comune di Gavi a causa dei tagli ai trasferimenti statali. Lo sostiene la giunta comunale nella delibera approvata a fine novembre con la quale è stata dato incarico ai legali dell’Anci (l’associazione nazionale dei Comuni italiani) di presentare ricorso contro due provvedimenti pubblicati a ottobre dal Ministero delle Finanze e dal Ministero dell’Interno

Il dissesto viene dichiarato quando un ente non è più in grado di assolvere alle funzioni e ai servizi indispensabili e quando nei suoi confronti esistono debiti ai quali non si riesce a far fronte, come è avvenuto per Alessanndria. Il Comune non può più accendere mutui e deve tirare avanti solo con i fondi propri con l’obbligo di adeguare imposte al massimo di legge.

La giunta Albano ha fatto ricorso facendo sue le eccezioni sollevate dall’Anci sulle modalità di calcolo della riduzione del Fondo sperimentale di riequilibrio: il taglio per tutti i Comuni sarebbe stato calcolato in maniera erronea, prendendo come riferimento, tra l’altro, il gettito Imu paragonato al gettito Ici del 2010 non come è in realtà ma in base al stime a livello nazionale.

Secondo gli amministratori gaviesi, il taglio da 30 mila euro “è privo di una base razionale e causerà problemi di cassa per i prossimi anni che si tradurranno in un aumento della pressione fiscale. Gli arbitrari comportamenti del ministero stanno privando questo Comune delle risorse necessarie alla collettività e al mantenimento degli equilibri di bilancio. L’erronea decurtazione contenuta nel provvedimento del ministero può comportare il rischio di dissesto finanziario”. Gavi, durante il 2012, ha subito tagli dallo Stato che nel complesso si aggirano intorno a 400 mila euro.

Il Consigliere di opposizione Nicola Galleani d’Agliano in Consiglio comunale ha già espresso più volte perplessità sul bilancio comunale, in particolare sulla presenza di oltre 200 mila euro di residui attivi riferiti agli ani scorsi. Ora afferma: “E’ curioso che nell’ultima seduta consiliare la situazione citata nella delibera del 29 novembre non sia stata per nulla accennata (la giunta si è riunita subito dopo il Consiglio, ndr). La riduzione del Fondo sperimentale di riequilibrio era prevedibile. In Consiglio avevamo già detto che le stime andavano riviste e ci si chiede se è stata tenuta in considerazione nella redazione del bilancio. Pensare che il Comune rischi il dissesto per poche decine di migliaia di euro su un bilancio di alcuni milioni può solo far riflettere”.

Anche se nell’ultimo Consiglio il sindaco Nicoletta Albano ha ricordato che Gavi è considerato un “Comune virtuoso” dal punto di vista del bilancio, è inevitabile, in riferimento al rischio dissesto, non ricordare le critiche sollevate negli ultimi anni all’amministrazione comunale: nel 2007 la Corte dei Conti aveva messo in guardia il Comune dalle continue assunzioni di personale poiché causavano spese eccessive, lo scorso anno è stato contestato il mutuo acceso per comprare l’ex chiesetta di Sant’Antonio da una candidata della lista di maggioranza, Brunella Molinari; nel 2012 nel mirino la maxi spesa per piazza Dante che ha impedito di sistemare anche il viale di via Bertelli.

                               

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