Manco i Maya
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Manco i Maya

Non ci si può proprio fidare più di nessuno. Nemmeno dei Maya, che alla fine ci hanno paccato alla grande e dall’aldilà si stanno piegando in due dal ridere per i tanti beoti che han preso ferie il 21 dicembre. La fine del mondo sicuramente è stato un affare per i tanti che hanno sfornato libri, fatto interviste e partecipato a trasmissioni in cui se ne parlava ampiamente. Però se la fine fosse veramente arrivata, ci avrebbe risparmiato un sacco di noie.

Non ci si può proprio fidare più di nessuno. Nemmeno dei Maya, che alla fine ci hanno paccato alla grande e dall?aldilà si stanno piegando in due dal ridere per i tanti beoti che han preso ferie il 21 dicembre. La fine del mondo sicuramente è stato un affare per i tanti che hanno sfornato libri, fatto interviste e partecipato a trasmissioni in cui se ne parlava ampiamente. Però se la fine fosse veramente arrivata, ci avrebbe risparmiato un sacco di noie.

LA PECORA NERA – Non ci si può proprio fidare più di nessuno.
Nemmeno dei Maya, che alla fine ci hanno paccato alla grande e dall’aldilà si stanno piegando in due dal ridere per i tanti beoti che han preso ferie il 21 dicembre.
La fine del mondo sicuramente è stato un affare per i tanti che hanno sfornato libri, fatto interviste e partecipato a trasmissioni in cui se ne parlava ampiamente.
Però se la fine fosse veramente arrivata, ci avrebbe risparmiato un sacco di noie.
A cominciare dal ritorno in campo del Silvio, diventato una maschera (di plastica) del Berlusconi di 20 anni fa.
Oramai lo trovi ovunque, a spiegarti che tu, cittadino coglione, devi dare il voto solo ai partiti più grossi, possibilmente al suo perché deve arrivare al 40%.
Secondo me Silvio è tornato per completare la collezione di leader del PD.
Da Occhetto a D’Alema, da Prodi a Veltroni, alla fine li ha incontrati tutti, vorrai mica farti scappare Bersani e dare l’illusione che sull’altra riva del fiume ci possa essere una parvenza di rinnovamento.
Tanti saluti alle odiate primarie, con (finti) strappi di personaggi più o meno illustri come Frattini, Meloni, Crosetto o LaRussa.
Li definisco finti perché alla fine, se questi dovessero ritrovarsi in Parlamento, siederebbero alla destra del papi e non certo alla sinistra di Vendola, quindi sono strappi di facciata, ma poi tornerebbero tutti alla corte del Berlusca.
Come del resto pare abbia già fatto il formATTORE Cattaneo, a cui è sparita la voglia di primarie dopo un pranzo ad Arcore (per questo lo chiamo formATTORE e non formattatore).
Evidentemente formattare il pdl non vale una cadrega a Roma o al Pirellone.
La fine del mondo ci avrebbe risparmiato anche la farsa delle primarie dei parlamentari del pd, a qui potranno partecipare anche coloro che non hanno votato per le precedenti primarie, però tutti dovranno ripagare l’obolo dei 2 euro (senza ricevuta fiscale ovviamente).
Farsa perché basta fare qualche rapido calcolo (come ha fatto Davide Bono) per capire che in Parlamento ci finirà ben poco di nuovo, specialmente se Bersani non vincerà.
Nella nostra provincia sarà interessante capire come si sposteranno i voti tra Marubbi e Borioli.
Il giovane novese contro il vecchio alessandrino, ma anche Morando contro Lovelli, visto che l’uno (anzi fratello e sorella) è renziano e l’altro e bersiano.
Il modo di presentarsi ai votanti è nettamente diverso.
Se Marubbi punta sulla propria carriera professionale e politica per “coniugare rigore e sviluppo”, Borioli butta sul tavolo una bella manciata di populismo: dal lavoro ai diritti civili, passando per tasse e risorse ai Comuni.
In entrambi gli interventi non si capisce bene che intendono fare concretamente per arrivare ai loro obiettivi, ma soprattutto è facile notare che entrambi evitano di parlare apertamente di riduzione del costo della politica.
Nessun accenno ai rimborsi elettorali, alle indennità di carica o ai rimborsi spese, chissà perché…Comunque solo uno dei due vincerà e vedremo se gli elettori di Lovelli andranno a favorire il concittadino dell’onorevole uscente o l’amico mandrogno.
Sicuramente nel pdl per il territorio non avremo sorprese, perchè dubito che Repetti e Bondi accetteranno di presentarsi in un collegio così poco sicuro, quindi spazio ai soliti noti: Stradella, Botta e Grassano penso la faranno da padroni.
A guastar la festa tra pd e pdl è arrivato anche Monti, che evidentemente era stanco di fare il super partes e quindi ha deciso di scendere in campo anche lui, benchè sia già senatore a vita.
Con tanto di agenda pubblicata in rete.
Chissà se nell’agenda mister Mario si è ricordato di annotare che in un cassetto dovrebbe avere il rapporto del supertecnico Enrico Bondi, costato diversi soldini pubblici, oppure che il suo Governo non è riuscito a mettere un tetto ai compensi pubblici perché la Commissione Giovannini sulle retribuzioni di parlamentari e amministratori pubblici, dopo mesi di lavoro, non è riuscita a stabilire un criterio “ragionevole”.
Non ho ancora deciso chi voterò alle elezioni di Febbraio, per fortuna c’è ancora un po’ di tempo, ma sicuramente andrò a votare per impedire che il “non-voto” vada a premiare i soliti noti.
Se i Maya ci hanno delusi, speriamo almeno nella Befana, pertanto auguri di Buon 2013 a tutti i lettori, ci si legge dopo il 6.

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