Cinque ore da Genova ad Arquata, l’odissea dei pendolari
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Giampiero Carbone - g.carbone@ilnovese.info  
10 Gennaio 2013
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Cinque ore da Genova ad Arquata, l’odissea dei pendolari

Cinque ore per arrivare da Genova ad Arquata, a causa di un guasto al locomotore. Una vera e propria odissea per i pendolari che l'altra sera sono arrivati ad Arquata dopo l'una di notte. Il treno si è fermato tra Mignanego e Ronco

Cinque ore per arrivare da Genova ad Arquata, a causa di un guasto al locomotore. Una vera e propria odissea per i pendolari che l'altra sera sono arrivati ad Arquata dopo l'una di notte. Il treno si è fermato tra Mignanego e Ronco

ARQUATA SCRIVIA – Cinque ore per arrivare da Genova ad Arquata: i viaggiatori del treno regionale 2174 Genova-Torino l’altra sera hanno vissuto una vera e propria odissea. Partito alle 20,45 dal capoluogo ligure, il convoglio avrebbe dovuto fare tappa ad Arquata alle 21,15 circa: a bordo c’erano numerosi pendolari nonché residenti a Torino, sbarcati poche ore prima nel porto dai traghetti provenienti dalla Sicilia.

Invece, arrivato nella galleria tra Mignanego e Ronco Scrivia intorno alle 21,05, il treno si è improvvisamente fermato. Stupore e qualche patema tra i viaggiatori, che solo in seguito hanno potuto conoscere dal personale delle Fs che il motivo dello stop era un guasto al locomotore.

La fermata in mezzo al tunnel si è protratta per quasi due ore e mezza. “L’illuminazione all’interno dei vagoni – dicono alcuni pendolari – non era fra le migliori poiché era spesso intermittente e la temperatura, a un certo punto, si è abbassata. Per tutto il tempo che siamo rimasti là dentro le ferrovie non ci hanno offerto la benché minima assistenza: né acqua, né qualcosa di caldo o da mangiare, visto che eravamo per oltre l’orario della cena. Le informazioni sull’accaduto sono arrivate con il contagocce: per molto tempo non abbiamo saputo cosa fosse successo”.


Intorno alle 23,30 è arrivato un altro locomotore che ha riportato il convoglio a Genova a una velocità ridottissima, dove un altro treno, che sarebbe dovuto partire molto prima, ha atteso gli sventurati passeggeri diretti in Piemonte. “Siamo arrivati ad Arquata Scrivia – dicono ancora i pendolari – intorno all’1,15, stremati e affamati”.
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