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Diffamò il sindaco, condannato a pagare i danni
L'imprenditore novese Paolo Gagliano, secondo il giudice, ha diffamato il sindaco Lorenzo Robbiano e Gestione Acqua. Nel 2009, tra il primo turno e il ballottaggio delle elezioni comunali, Gagliano diffuse in città un volantino nel quale sosteneva che l'acqua dei rubinetti contiene troppo cloro e sarebbe quindi pericolosa per la salute.
L'imprenditore novese Paolo Gagliano, secondo il giudice, ha diffamato il sindaco Lorenzo Robbiano e Gestione Acqua. Nel 2009, tra il primo turno e il ballottaggio delle elezioni comunali, Gagliano diffuse in città un volantino nel quale sosteneva che l'acqua dei rubinetti contiene troppo cloro e sarebbe quindi pericolosa per la salute.
NOVI LIGURE – L’imprenditore Paolo Gagliano, 61 anni, di Novi Ligure, secondo il giudice ha diffamato il sindaco Lorenzo Robbiano e Gestione Acqua. Nel 2009, tra il primo turno e il ballottaggio delle elezioni comunali, Gagliano diffuse in città un volantino nel quale sosteneva che l’acqua dei rubinetti contiene troppo cloro e sarebbe quindi pericolosa per la salute. Stessa condizione, secondo il testo divulgato dall’imprenditore, per l’acqua venduta nelle bottiglie di plastica da negozi e supermercati.A far scattare la denuncia nei suoi confronti anche una frase del medesimo volantino nella quale si ricordava tra l’altro che il sindaco è il primo responsabile della salute delle persone. Indicato nel foglio anche il logo dell’azienda Purity, proprietà dell’imputato, che si occupava di commercializzare filtri per eliminare le impurità dall’acqua degli acquedotti. A sporgere querela il sindaco Lorenzo Robbiano, nel frattempo riconfermato nel suo ruolo alle elezioni, e Osvaldo Conio, amministratore di Gestione Acqua, azienda che gestisce l’acquedotto novese.
Gagliano, difeso dall’avvocato Cristina Mattioli, è stato condannato al pagamento di una multa di 800 euro. Il Comune si era costituito parte civile con il legale Alessandro Reale e dovrà essere risarcito in sede civile. Ha ottenuto da Gagliano il pagamento delle spese di costituzione per 1500 euro e una provvisionale di 2 mila euro. Il pm aveva chiesto una condanna a 10 mesi.