Cimitero, ricorso al Tar contro lo ‘sgombero d’ufficio’ dei loculi
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Giampiero Carbone - g.carbone@ilnovese.info  
17 Gennaio 2013
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Cimitero, ricorso al Tar contro lo ‘sgombero d’ufficio’ dei loculi

In Val Borbera si va dal giudice anche per i morti. E' successo a Dova Superiore, frazione di Cabella Ligure, dove un gruppo di famiglie si è rivolto ad un avvocato per presentare ricorso al Tar contro quello che viene definito lo "sgombero d'ufficio" dei loculi del cimitero

In Val Borbera si va dal giudice anche per i morti. E' successo a Dova Superiore, frazione di Cabella Ligure, dove un gruppo di famiglie si è rivolto ad un avvocato per presentare ricorso al Tar contro quello che viene definito lo "sgombero d'ufficio" dei loculi del cimitero

CABELLA LIGURE – In Val Borbera si va dal giudice anche per i morti. Succede a Dova Superiore, frazione di Cabella, molto frequentata in estate, quando si svolge la famosa Festa della montagna.

I 24 familiari di buona parte dei morti seppelliti nel cimitero del piccolo centro abitato hanno deciso di rivolgersi a un avvocato, Matteo Repetti di Genova, per presentare un ricorso al Tar contro quello che viene definito lo “sgombero d’ufficio” dei loculi. Chiedono di annullare il procedimento amministrativo e i gli atti del Comune che hanno portato a concludere l’intervento di estumulazione dei resti delle salme custodite in 20 loculi, trasferiti negli ossari.

Nel 2012 il Comune ha fatto conoscere, tramite due avvisi, l’intenzione di procedere alle estumulazioni, ricordando l’avvenuta scadenza delle concessioni con l’invito a rinnovarle entro il 3 novembre. “In difetto – recitava l’avviso – si procederà d’ufficio alle estumulazioni con riposizione dei resti nell’ossario comune e con spese a carico dei famigliari”.

Ed ecco la prima tra le varie contestazioni: “Tra i nominativi figuravano anche titolari di concessioni rilasciate dal Comune come perpetue ma, secondo l’amministrazione comunale anche tali titoli dovevano considerarsi ormai privi di effetti. Solo ad alcuni dei familiari o eredi dei defunti titolari delle concessioni perpetue è stato ricordato che, se le concessioni scadute non vengono rinnovate, l’amministrazione comunale ha l’obbligo di rientrare in possesso dei loculi per non causare danno erariale al Comune”. “Quindi – commenta l’avvocato Repetti – par di capire che le concessioni perpetue sarebbero da considerarsi scadute pur in assenza di revoca o annullamento”.

L’11 dicembre scorso gli operai sono intervenuti sui 20 loculi dove riposavano persone scomparse tra il 1963 e il 1982. Secondo i ricorrenti, “le casse con i resti dei defunti più recenti sono state asportate e, senza alcuna verifica, interrate nel prato di fronte ai loculi; i marmi e le lapidi, lesionate, che chiudevano i loculi, poste sul terreno per identificare le salme sottostanti, facendo emergere  dubbi sulla certezza che i resti seppelliti corrispondano ai nominativi delle lapidi. Inoltre, non sono state più rinvenute alcune cassette”. I 24 eredi dei defunti mettono in dubbio anche la presenza durante i lavori del personale dell’Asl “normativamente prescritto”. Addirittura, sarebbe stata estumulata per errore anche la salma di un uomo scomparso nel 1990, poi ritumulata. Oltre all’annullamento del procedimento, nel ricorso al Tar si chiede il risarcimento dei danni ai familiari dei defunti.

Il sindaco di Cabella, Manlio Garibaldi, si limita ad affermare di non aver ricevuto alcun ricorso e quindi di non voler commentare, pur lasciando intendere di aver agito come sempre nel rispetto della legge come in tutti gli altri cimiteri del territorio comunale.

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