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Ilva, nuove tensioni per il calo della produzione
Nuove tensioni all'Ilva di Novi, in seguito al rallentamento della produzione degli ultimi mesi. E ora le conseguenze si fanno sentire: i termini di consegna non sono stati rispettati e i lavoratori rischiano la cassa integrazione e il mancato pagamento dello stipendio
Nuove tensioni all'Ilva di Novi, in seguito al rallentamento della produzione degli ultimi mesi. E ora le conseguenze si fanno sentire: i termini di consegna non sono stati rispettati e i lavoratori rischiano la cassa integrazione e il mancato pagamento dello stipendio
NOVI LIGURE – Nuove giornate di tensione presso l’Ilva di Novi Ligure. Dalla settimana scorsa altri sei operai con contratto a tempo determinato sono rimasti disoccupati e dopo giornate di fermo parziale degli impianti, si sentono le conseguenze: la produzione è rallentata moltissimo.Questo rallentamento, che purtroppo ha caratterizzato gli ultimi mesi di attività, ha portato a conseguenze preoccupanti: la fabbrica di Novi non ha potuto rispettare i termini di consegna del materiale, che erano stati stabiliti in tre date, una delle quali a novembre. Questa mancanza ha fatto sfumare un’importantissima commessa stipulata con un gruppo americano dell’Oklahoma che ammontava a ben 25 milioni di dollari. Siccome l’acciaio non arrivava alla filiale novese dell’azienda, non è risultato possibile preparare il materiale commissionato entro i termini stabiliti, e così gli americani hanno fatto saltare l’accordo.
Ora che la situazione sembrava stesse migliorando, questo disguido ha mandato all’aria tutti i buoni propositi dell’azienda: si parla già (o meglio, di nuovo) di cassa integrazione e della possibilità di mancato pagamento dello stipendio di febbraio.
Per questo motivo, mercoledì 17 gennaio, 300 lavoratori, tra operai dell’area a freddo e attivisti del comitato “Cittadini e lavoratori liberi e pensanti”, a Taranto, hanno occupato la sala del consiglio della fabbrica. Dopo un’assemblea con il direttore dello stabilimento ed i sindacalisti di Fim, Fiom e Uilm, gli operai esausti di questa situazione continuamente in bilico, hanno proseguito l’occupazione della sala ed indetto uno sciopero ad oltranza.
Nel frattempo a Novi si svolgeranno incontri tra le Rappresentanze sindacali unitarie e la direzione dello stabilimento novese; le sorti dei lavoratori saranno più chiare dopo lunedì mattina, quando verrà reso pubblico l’esito dell’incontro.