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Su Twitter da giorni va avanti un tormentone nei confronti del Sindaco di Parma, che in un suo recente messaggio ha chiesto la collaborazione dei cittadini specializzati nella programmazione informatica per relizzare delle applicazioni per il suo Comune, ovviamente gratis (come cita l’ironico hashtag che furoreggia in rete)

Su Twitter da giorni va avanti un tormentone nei confronti del Sindaco di Parma, che in un suo recente messaggio ha chiesto la collaborazione dei cittadini specializzati nella programmazione informatica per relizzare delle applicazioni per il suo Comune, ovviamente gratis (come cita l’ironico hashtag che furoreggia in rete)

LA PECORA NERA – Su Twitter da giorni va avanti un tormentone nei confronti del Sindaco di Parma , che in un suo recente messaggio ha chiesto la collaborazione dei cittadini specializzati nella programmazione informatica per relizzare delle applicazioni per il suo Comune, ovviamente gratis (come cita l’ironico hashtag che furoreggia in rete).
Se sulle prime alcuni mie colleghi programmatori hanno aderito, dopo pochi twitt s’è scatenato l’inferno, con tanto di accuse di sfruttamento e citazioni degli articoli della Costituzione.
In particolare l’articolo 36 che recita: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro
Mi stupisco sempre dell’incoerenza della gente.
Da anni chiediamo che i politici non prendano più un euro, ma se veniamo chiamati a contribuire su base volontaria allo sviluppo informatico del nostro Comune, vogliamo subito che ci siano date le palanche.
Certo, c’è la crisi e quindi un lavoretto ben pagato presso una pubblica amministrazione fa gola a tanti, ma un Comune indebitato come Parma non può certo permettersi troppi vezzi.
Non ci trovo nulla di così abominevole nell’idea di Pizzarotti di chiedere aiuto ai propri cittadini.
Quanta gente per svago fa siti internet e pagine web?
Insomma alla fine domandare è lecito.
Eppoi, se vogliamo che ogni lavoro sia retribuito, chi si occupa di amministrare la cosa pubblica non ha quindi diritto ad essere remunerato?
Ovvero quando un’attività svolta per passione da hobby diventa lavoro?
Dopo quante ore o giorni passati nello svolgerla si può pretendere un compenso?
Perché allora ha ragione “er batman”, quando nel difendersi dalle accuse di appropiazione indebita, si giustificava che lui aveva lavorato duramente per il partito.
E di esempi ce ne sarebbero molti, non ultimo l’impegno che tanti genitori hanno messo in alcune scuole nel tinteggiare le pareti e nel sistemare le aule.
Non hanno forse rubato lavoro agli imbianchini e ai falegnami?
Però a loro non è stato detto nulla, anzi tutti li hanno lodati.
Più che un motivo di retribuzione, sarà invece che la pubblica amministrazione ha sempre ben foraggiato tante ditte, che facevano pagare 100 ai Comuni quello che ai privati costava 10?
Se prende campo il volontariato civico, arrivederci ai lauti guadagni.
Però scusate, se serve ad avere più servizi senza pagare più tasse, ben venga.   

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