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Ilva, la situazione resta drammatica
Questa sera il gip dovrebbe decidere sul dissequestro dell'acciaio all'Ilva di Taranto. "La situazione resta drammatica e se non dovessero essere dissequestrati i prodotti, ci sarà il blocco degli stabilimenti siderurgici di Taranto, Genova e Novi Ligure", ha detto il presidente dell'Ilva, Ferrante
Questa sera il gip dovrebbe decidere sul dissequestro dell'acciaio all'Ilva di Taranto. "La situazione resta drammatica e se non dovessero essere dissequestrati i prodotti, ci sarà il blocco degli stabilimenti siderurgici di Taranto, Genova e Novi Ligure", ha detto il presidente dell'Ilva, Ferrante
NOVI LIGURE – “La situazione di Taranto è drammatica. Stiamo lavorando in perdita. Con 17mila tonnellate al giorno di produzione di acciaio e tre soli altiforni in marcia, ma soprattutto senza la possibilità di fatturare quanto abbiamo già prodotto nei mesi scorsi, non c’è futuro per l’azienda”. Questa è la dichiarazione rilasciata venerdì 18 gennaio da Bruno Ferrante, presidente dell’Ilva, aggravata dalla quella rilasciata oggi, lunedì 21, nella quale sostiene che, se i prodotti di Taranto non dovessero essere dissequestrati, si andrà incontro inevitabilmente al blocco degli stabilimenti di Taranto, Genova e Novi Ligure.Il presidente sostiene fermamente che ogni progetto che preveda la continuità della produzione è da prendere positivamente in considerazione, poiché sarebbe l’unico modo per garantire stipendi e posti di lavoro alle migliaia di operai che lavorano nelle filiali dell’industria. Nello stesso tempo però, devono essere attuati i provvedimenti decisi dall’Aia e imposti dal governo.
Il giudizio ultimo atteso è quello del gip Patrizia Todisco, che questa sera dovrà pronunciarsi in merito al dissequestro dell’acciaio, anche se sembra improbabile che il magistrato vada contro la decisione del Tribunale dell’appello di qualche giorno fa. L’organo di giurisdizione, infatti, aveva sospeso il giudizio sul dissequestro ed eccepito l’incostituzionalità della legge che prevedeva lo sblocco dei materiali sequestrati.
Intanto anche il ministro dell’ambiente Corrado Clini si dice preoccupato per la situazione dell’Ilva ed auspica in un dissequestro per permettere il risanamento ambientale ed il pagamento degli stipendi e spera non sia necessario un nuovo provvedimento per l’industria siderurgica. Gli stessi obiettivi sono auspicati dal Presidente della regione puglia, Nichi Vendola, e dall’assessore all’ambiente Nicola Nicastro, i quali hanno sottolineato che, qualora il materiale venisse dissequestrato, sarà fondamentale vincolare il ricavato (pari a un miliardo di euro) per risolvere problemi quali gli stipendi dei dipendenti ed il risanamento dell’industria. Domani è previsto anche un Consiglio dei Ministri, nel quale si parlerà anche dell’Ilva.