Amianto in Val Lemme? Un incontro pubblico
A Voltaggio assemblea pubblica sul Terzo Valico e sul rischio amianto. Il nuovo incontro si terrà venerdì ed è organizzato dal Forum della Vallemme, dall'associazione Afa e dal gruppo Legambiente Vallemme. Tra i relatori anche un medico e un geologo
A Voltaggio assemblea pubblica sul Terzo Valico e sul rischio amianto. Il nuovo incontro si terrà venerdì ed è organizzato dal Forum della Vallemme, dall'associazione Afa e dal gruppo Legambiente Vallemme. Tra i relatori anche un medico e un geologo
VOLTAGGIO – Dopo la partecipata assemblea di Gavi di novembre, venerdì sera si discuterà anche a Voltaggio sul tema “Amianto in Vallemme. Con i lavori del Terzo Valico ci sono rischi per la salute degli abitanti della nostra valle?”.
Gli organizzatori della serata, in programma alle 21 nella scuola elementare, sono il Forum della Vallemme, l’associazione Afa e Legambiente Vallemme, che ricordano: “A Casale Monferrato e non solo le conseguenze delle lavorazioni dell’amianto le stanno pagando e le pagheranno per chissà quanto tempo. La fibra killer è certamente presente nelle rocce del nostro Appennino in quantità sconosciute e con lo scavo del tunnel del Terzo Valico c’è il pericolo che venga portata in superfice, diffusa nell’aria e respirata dalla popolazione della Vallemme.
A Voltaggio – proseguono – è previsto l’accumulo di 1,3 milioni di metri cubi di smarino nella ex cava Cementir, a poca distanza da Voltaggio, Molini, Fraconalto e dagli altri paesi della valle”. A testimonianza del potenziale pericolo amianto, le tre associazioni evidenziano come, “un anno fa, bocciando di fatto il progetto di impianto eolico proposto da Enel Green Power sul monte Porale, vicino ai cantieri del Tav, la Provincia ha evidenziato una presenza di amianto superficiale pari a 2,5 etti ogni chilogrammo di roccia analizzata, una quantità enorme. Non solo: già dal 2005 Provincia e Regione hanno evidenziato che i sondaggi effettuati da Cociv, consorzio che intende realizzare il Terzo Valico, tra il 1992 e il 2005 non sono sufficienti a dimostrare quanto amianto sia presente nelle nostre montagne”. Forum, Afa e Legambiente ritengono quindi che “per questo servono risposte immediate da parte di chi deve tutelare la salute nostra e dei nostri figli, che non va messa in gioco in nome di nessuna “grande” opera”.
Venerdì i relatori saranno Gianni Semino, geologo, che illustrerà la composizione delle rocce nelle nostre montagne, e il dottor Giancarlo Faragli, medico chirurgo, direttore prevenzione oncologica dell’Asl Alessandria, il quale spiegherà quali conseguenze può comportare sulle persone la movimentazione delle rocce amiantifere e la respirazione della fibra killer.