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Morì in moto, aperto il processo
Dopo ludienza filtro di quasi un anno fa, il processo per la morte di Marco Carrea si è aperto con le prime testimonianze delle persone chiamate a deporre da accusa e difesa. Il ragazzo morì sul colpo dopo un incidente in moto sulla provinciale tra Gavi e Bosio
Dopo l?udienza filtro di quasi un anno fa, il processo per la morte di Marco Carrea si è aperto con le prime testimonianze delle persone chiamate a deporre da accusa e difesa. Il ragazzo morì sul colpo dopo un incidente in moto sulla provinciale tra Gavi e Bosio
GAVI – Dopo l’udienza filtro di quasi un anno fa, il processo per la morte di Marco Carrea, titolare del Cafè cantante di Gavi, avvenuta il 28 marzo 2010, si è aperto con le prime testimonianze delle persone chiamate a deporre da accusa e difesa. Sul banco degli imputati, Tiziana Punta, 46 anni, residente in via Bosio, a Gavi, quel giorno alla guida della jeep Cherokee che si è scontrata con la moto Ducati guidata da Carrea, morto sul colpo a 29 anni, all’incrocio tra la provinciale Gavi-Bosio con la strada che conduce alla sua abitazione.Su richiesta della difesa della donna (avvocato Lorenzo Repetti), il giudice ha deciso di ammettere solo in parte la memoria depositata dalla parte civile (la famiglia di Carrea, avvocato Claudio Parodi): esclusa la parte che riguarda la perizia tecnica del consulente di parte, già respinta in precedenza.
Fra i testi, il maresciallo Massimo Valentini, comandante della caserma dei carabinieri di Mornese, sul luogo dell’incidente con i colleghi di Gavi, ha affermato: “Il casco presumibilmente indossato da Carrea è stato ritrovato nel bagagliaio della jeep. All’imputata abbiamo contestato il mancato rispetto della precedenza. Per la vittima accertato e ovviamente non formalizzato anche l’eccesso di velocità (sulla Gavi-Bosio in quel tratto il limite è di 90 km orari) e altre violazioni, come la mancata omologazione del casco per guidare una moto, l’assenza di assicurazione e di revisione per il mezzo”.
Giampaolo Carena, marito della Punta, ha raccontato che la jeep è risultata spostata dall’impatto avvenuto sulla fiancata destra con la moto: “E’ finita contro un albero e la ruota destra è stata addirittura sollevata”. Il cognato dell’imputata, Giulio Conchini, ha sostenuto di aver sentito dalla casa della donna, pochi secondi prima del tremendo impatto, una moto dirigersi verso Gavi a tutta velocità. Prossima udienza l’8 ottobre, ad Alessandria, per ascoltare i consulenti tecnici di accusa, difesa e parte civile.